| Caso Ferrero
ancora lontana una soluzione |
| vado IL
SECOLOXIX |
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La Fondazione sanitaria vuole uscire dalla struttura
mentre gli enti chiedono un passaggio graduale verso
una nuova gestione
17/09/2008
ANCORA una fumata grigia dopo l'incontro tra il
Prefetto, Sindaco di Vado, Asl e Fondazione Ferrero.
Ieri si è svolto a Savona un nuovo vertice per
definire le possibilità di una uscita graduale della
fondazione dal complesso sociosanitario di Vado, in
cui tra l'altro è stata inglobata la casa di riposo
comunale.
Davanti al prefetto, Nicoletta Frediani, i
rappresentanti della Fondazione Ferrero hanno
chiesto tempo per poter valutare la situazione,
ferma restando la volontà di uscire dall'operazione
entro il 31 ottobre. Gli enti locali invece premono
affinché si stabilisca un percorso di graduale
passaggio di mano dei servizi dalla società a nuovi
soggetti interessati ad intervenire nella gestione
delle attività del complesso sociosanitario vadese.
«La priorità deve essere la salvaguardia del
servizio - spiega il sindaco vadese Carlo Giacobbe -
Ci sono alcuni soggetti interessati, ma bisogna
trovare una soluzione che consenta un passaggio di
consegne graduale e non faccia interrompere il
servizio. Abbiamo anche discusso con la proprietà
(la Cordea Savils Investment, ndr), che ha
dimostrato una certa disponibilità».
Il caso della Fondazione Ferrero è esploso
all'inizio dell'estate, quando la direzione ha
valutato il rapporto costi-ricavi ed ha evidenziato
un forte sbilanciamento. Secondo la fondazione il
problema della gestione della struttura è legato al
forte investimento effettuato, a fronte di una
occupazione dei posti ridotta alla metà della
capienza a causa del ritardo con cui procedono le
convenzioni. I dissesto ha provocato un debito di
oltre due milioni di euro nei confronti di
cooperative di servizio (in testa il consorzio Cres
e la società Il Sestante) e dei fornitori.
G. V.
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