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17 Settembre 2008
Intervista
Il noto conduttore tv
parla a ruota libera
di viabilità e altri temi
MAURIZIO FICO
Code sull’Aurelia e Maersk
le “bocciature” di Fazio
SAVONA LA STAMPA
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Parte dal problema delle code e dei
rallentamenti nelle due Albisole, esasperanti soprattutto in
estate e nei weekend, ma affronta anche altri temi che toccano
la piattaforma di Vado, l’Autofiori e l’intero ponente ligure:
Fabio Fazio, nato a Savona il 30 novembre del 1964, studente del
classico Chiabrera, laureato in Lettere a Genova, coniugato con
una savonese e sempre legato alla sua terra, dove ha trascorso
con la famiglia buona parte delle ferie estive, «boccia» la
viabilità locale e propone la sua ricetta, basata soprattutto
sul potenziamento dei trasporti pubblici. Lo spunto
dell’intervista è il progetto del nuovo casello Albamare tra
Albisola e Savona, portato avanti da un comitato che ha già
raccolto 5 mila firme. Sull’argomento venerdì (ore 21) è in
programma un convegno al teatro Leone di Albisola Capo a cui
parteciperanno anche l’assessore regionale Ruggeri e i sindaci
del comprensorio. Il nuovo svincolo dovrebbe sorgere alle spalle
dell’ospedale San Paolo e raggiungere l’Aurelia nella zona delle
funivie.
Fazio, lei sarebbe d’accordo?
«Intanto una premessa: dire “io farei così, io farei colà” da
parte di chi, come me, non ha competenze specifiche in materia
rischia di diventare presuntuoso o ridicolo. Non voglio però
sottrarmi alle domande e proverò a dire delle cose esprimendo le
mie sensazioni personali, basate sull’osservazione e il buon
senso».
Partiamo dal traffico nelle due Albissole. Che fare?
«Considero incredibile e non riesco a spiegarmi perchè finora
non sia stata costruita una serie di sottopassaggi nel tratto di
Aurelia lungo le due Albissole. Gran parte del traffico e dei
rallentamenti sono causati, inevitabilmente, dai pedoni che
attraversano la strada. Realizzando i sottopassi i tempi di
percorrenza sarebbero ridotti dal 30 al 50 per cento. La prova è
che a Celle, dove ci sono i sottopassaggi, il traffico è molto
più scorrevole».
Tornando al progetto del nuovo svincolo Albamare, lei sarebbe
d’accordo?
«L’idea del casello è infinitamente migliore rispetto al
progetto dell’Aurelia bis. C’è poi da chiarire un punto:
aumentando o ingrandendo le strade non è che il traffico per
incanto si riduca, semplicemente il fiume dei veicoli ha più
spazio per muoversi».
Qual’è il suo giudizio sulla viabilità locale?
«Uno dei casi emblematici è lagato alla piattaforma di Vado,
estesa alcuni ettari, che dovrebbe richiamare un traffico
pesante calcolato in circa 800 camion al giorno. Chi di dovere
avrà sicuramente già considerato questi “effetti collaterali” ma
mi sembrano comunque da dimostrare i vantaggi di una simile
operazione, visto che come traffico la zona è già satura. Non si
comprende perchè, nei parametri del progresso, si tenga in così
poco conto della qualità della vita quasi sempre battuta da
logiche economiche che oltretutto non sono mai eque, ma
finiscono per accontentare solo una parte».
Esiste un rimedio?
«Non capisco perchè si rinunci di fatto a una vocazione
turistica per scegliere non si sa bene cosa. A Savona si parla
tanto di porto turistico e poi si costruiscono o si progettano
delle torri, a Vado arriveranno la piattaforma e gli 800 camion,
peraltro bocciati da un referendum popolare. Ripeto, non sono un
archietto nè un ingegnere, ma mi sembrano scelte
contraddittorie».
Soltanto la crisi economica quest’estate ci ha evitato le code
chilometriche lungo l’Autofiori. Qual è il suo giudizio sulle
infrastrutture del ponente ligure?
«Quella di costruire un’autostrada così vicina al mare è stata
una scelta sciagurata. Una ferita aperta nel paesaggio di questa
parte della Liguria. Si agì in base a un principio superato: per
arrivare un po’ prima sono state realizzate infrastrutture che
rendono però più brutta la mèta stessa delle vacanze».
Qual è, per concludere, la sua proposta?
«Utilizzare i milioni di euro previsti per Aurelia bis e altre
strutture per potenziare i servizi di trasporto pubblico. Come
esempio cito quanto l’architetto Piano disse durante una puntata
di “Che tempo che fa”: a Londra sta progettando una grande torre
a vela in una zona centrale e saranno realizzati 43 parcheggi
per servire tutta l’area. Non dico 430 o 4300. La scommessa è
quella di potenziare l’uso dei mezzi pubblici. Un episodio che
fa riflettere: anche in Liguria devono cambiare completamente la
filosofia e il sistema dei trasporti». |
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