Creiamo un’area protetta
alla foce del Letimbro»

Comune e Ata premono per realizzare l’impianto

[FIRMA]LUCIANO MORALDO LA STAMPA
SAVONA
L’improvvisa accelerazione impressa alla realizzazione della nuova discarica comunale in località Passeggi successiva all’accordo tra la Regione, la Provincia e il Comune di Savona ha ravvivato il dibattito politico sull’intervento. L’amministrazione comunale e l’Ata puntano con decisione sull’impianto che sarebbe vitale per consentire a Savona e ad altri Comuni per smaltire i rifiuti in una discarica pubblica anzichè dai privati del Boscaccio. L’Ata infatti sta accusando un passivo di un milione e 700 mila euro l’anno. Gli ambientalisti, però, non sono sensibili agli argomenti di tipo contabile.
Il sindaco di Quiliano Nicola Isetta ribadisce la sua disponibilità a sedersi a un tavolo tecnico con i responsabili dell’Ata e del Comune di Savona per valutare gli aspetti tecnici del progetto. «E’ indispensabile una pianificazione funzionale alle esigenze della Provincia di Savona, evitando di saltare alle conclusioni senza i necessari approfondimenti - dice Isetta -La mia richiesta di uno studio di prefattibilità per ora non ha avuto esito ma il Comune di Quiliano deve comunque poter esprimere le sue valutazioni sul progetto. In caso contrario, il mio giudizio sul sito indicato dal Comune di Savona non potrà che essere negativo».
Anche il presidente della IV Circoscrizione Francesco Murialdo chiede garanzie per i cittadini di Legino e Zinola: «Sul progetto è indispensabile il parere delle Circoscrizioni per le sue difformità sia dal Piano regolatore vigente sia dal Piano paesistico. Dal punto di vista geologico, poi, esistono forti dubbi sul sito individuato e inoltre nell’intesa con la Regione si fa riferimento alla possibilità di stoccare anche rifiuti speciali». Carlo Vasnoni dei Verdi savonesi, infine, esprime la sua contrarietà per una discarica che «rappresenta una tecnologia largamente superata».
Il Wwf di Savona chiede al Comune e alla Provincia di istituire un’area protetta alla foce del Letimbro. «L’ultimo tratto del torrente - spiegano dalla sezione savonese dell’associazione ambientalista - costituisce un esempio importante di zona fluviale per la ricchezza di vegetazione e canneti che ospitano numerose specie di uccelli nidificanti e migratori, anfibi e pesci. La zona merita perciò di essere riconosciuta come area protetta di interesse locale». Nel formulare la sua richiesta, il Wwf richiama il Piano provinciale delle Aree protette e dei sistemi ambientali approvato nel 2005 nel quale si individuano gli interventi per prevenire la distruzione dell’habitat naturale, considerata la causa principale dell’estinzione delle specie e delle popolazioni animali. Per il Wwf l’inserimento del tratto terminale del Letimbro nel Piano provinciale delle Aree protette risponde inoltre alle norme europee sulla salvaguardia della flora e della fauna selvatica. \