IL PROBLEMA
SCATURITO DALL’ESAME DEL BILANCIO
Savona, mancano
340 mila euro
per le Circoscrizioni
Il Comune vuole finanziare la spesa
con la vendita dei colombari del cimitero
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[FIRMA]ERMANNO BRANCA LA STAMPA
SAVONA
Al Comune non tornano i conti sulle Circoscrizioni. La
Finanziaria le aveva abolite e la giunta aveva deciso di
sospenderle per un paio di mesi salvo poi adeguarsi
all’emendamento con cui il Parlamento aveva deciso di tenerle in
vita fino a fine mandato. Nel frattempo le Circoscrizioni hanno
ripreso a funzionare. Solo che martedì, al momento di redigere i
cosiddetti «equilibri di bilancio», i nodi sono venuti al
pettine. Il Comune quest’anno avrebbe dovuto ridurre i costi
della politica di 340 mila euro: una cifra che il Comune aveva
deciso di risparmiare tutta grazie all’abolizione delle
Circoscrizioni. Ora invece il Comune dovrà pagare con risorse
proprie il funzionamento degli organi di decentramento fino a
fine mandato, ma soprattutto ipotizzare altre forme di risparmio
sui costi della politica che certamente non si limitano alle
Circoscrizioni.
L’assessore alle Finanze Luca Martino fa il punto sulla vicenda
Circoscrizioni: «La Finanziaria prevedeva per il Comune
l’obbligo di tagliare 340 mila euro di costi della politica e
contestualmente aveva abolito le Circoscrizioni. Noi ci siamo
adeguati e quando le Circoscrizioni sono state mantenute in vita
fino alla fine della legislatura, abbiamo recepito
l’orientamento. Solo che entro ottobre saremo costretti a
certificare il risparmio di 340 mila euro sulle spese della
politica. Un risparmio che non siamo stati in grado di
effettuare. A questo punto è probabile che il Comune dovrà
sostenere le spese con risorse proprie». Per il momento pare che
la copertura della spesa verrà assicurata facendo ricorso al
cimitero che rappresenta una delle maggiori rendite per
l’amministrazione. La vendita dei colombari (le tariffe sono
state raddoppiate) per il momento consentirà di riequilibrare i
conti.
L’intera impostazione viene però criticata dalle Circoscrizioni
che non accettano supinamente il ruolo di «zavorra» delle casse
comunali. «Il Comune di Savona è stato il primo in Italia a
sospenderci - protesta Roberto Ulivi, presidente della I
Circoscrizione -. Abbiamo lavorato con spirito di volontariato
per tre mesi e adesso apprendiamo con sconcerto e delusione che
l’amministrazione pensava di sistemare il bilancio solo abolendo
le Circoscrizioni, eliminando con un colpo la lunga tradizione
di decentramento della città. Se si vuole risparmiare sui costi
della politica, bisogna partire dalla cima e non dal fondo». |
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