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TRUCIOLI SAVONESI
spazio di riflessione per Savona e dintorni
LA DERIVA POLITICA SAVONESE
Riprendere dopo le ferie è difficile, soprattutto
per quelli che come me, ricaricati fisicamente e psicologicamente,
vorrebbero mettere in pratica quella insperata “visualizzazione
positiva” da condividere con gli altri, con quelli che attendono
sempre un improbabile cambiamento. Purtroppo così non è stato. Anche questa volta, tornata dai luoghi di
vacanza, raccogliendo notizie e idee, mi sono ritrovata a fare i
conti con situazioni locali in peggioramento, con rapporti tra le
parti sempre più inaspriti e di conseguenza con una politica delle
Amministrazioni locali di centro-sinistra sempre più ambigua. Ormai incapaci di risolvere problemi tragicamente
improrogabili, sempre più intenti con ostinazione e ottusità, a
perseguire obiettivi di aggressione indifferenziata al territorio
tra una cementificazione e l’altra, danno prova di pura idiozia ed
arretratezza politica, tornando a scontrarsi per il potere , per le
prossime poltrone, certi che questi disastri non scalfiranno le
prossime scelte elettorali della gente. I rappresentanti di quello che era il più grande
partito della sinistra sono riusciti a mimetizzare così bene i loro
comportamenti neo-liberisti di deregolamentazione della città che,
affiancati da quelli di Rifondazione Comunista, non riescono a
distinguersi dalle posizioni della destra che solo logisticamente
occupa i banchi dell’opposizione.
La vicina Albisola Superiore
poi non vuole essere da meno.
Inizierà tra poco la costruzione di La gente si riunisce in altri luoghi e sta
cominciando a parlare un’altra lingua, quella della democrazia
diretta. Non è più necessario leggere i quotidiani per
avere notizie autentiche, perché queste corrono da sole, grazie a
mani appassionate e volenterose. A Savona e dintorni, il fallimento della politica
che la Sinistra avrebbe dovuto difendere proprio per contrastare la
deriva di un Governo di destra come quello attuale, oltremodo
dannoso, è sotto gli occhi di tutti! Le sezioni dei partiti della sinistra e di quella
che era chiamata tale sono ormai frequentate solo dai soliti noti.
Esse non sono più radicate nel territorio, ma sempre più lontane
dalla gente che spesso diventa un difficile interlocutore. I
rappresentanti e gli amministratori di riferimento disertano spesso
le iniziative pubbliche, promosse da questo o quel comitato e,
quando è inevitabile, mandano allo sbaraglio questo o quell’ingenuo
giovane
Consigliere che finisce per parlare solo a titolo personale. A Savona e dintorni il centro sinistra sembra
inequivocabilmente aver ormai sposato i temi cari alla destra, dove
lo sviluppo passa anche
attraverso:
-
un’aggressione
del territorio a forte impatto ambientale;
-
un’inutile
aumento di produzione energetica attraverso centrali a carbone e il
fallimento della politica energetica alternativa;
-
una
dissennata produzione di rifiuti e l’incapacità di riciclarli se non
in minima parte;
-
Un aumento di
viabilità su gomma, incentivato dalla costruzione di siti
industriali sul mare o
sul litorale( es:Maersk e siti portuali) e da quella di approdi e
megastrutture turistiche e residenziali ( es: Crescent, Torre Orsero,
porto e Torre Margonara) nella perpetrata incapacità di dare
risposte alla vivibilità delle città interessate. Qui non solo non si sono riusciti a risolvere
problemi aperti da decenni, ma si è riuscito a riscaldare gli animi
della gente con altre problematiche serie e complesse, dove gli
amministratori hanno fornito una concreta prova di ambiguità
politica. Eppure la lezione è stata chiara: l’egemonia
della destra inizia a farsi forte quando i partiti della sinistra
decidono di cambiare i loro riferimenti sociali, di rinunciare a
fare cultura politica e battaglia sulle idee. A Savona, come nel resto d’Italia, la sinistra
non se lo potrà permettere, il suo elettorato non tollererà a lungo
l’inutile leaderismo che contraddistingue l’ultimo anelito di
politica dei partiti, guardando sempre più ai Movimenti per
riscoprire i vecchi valori di democrazia interna. Non si può accettare che insieme agli ideali
(ritenuti obsoleti!) siano buttati anche i principi che hanno
caratterizzato le storie e le vite di ognuno di noi e insegnamento
per i nostri figli. Devo ammettere che ci fu un tempo, a Savona, in
cui sperai ancora, ingenuamente, in una rinascita politica e
culturale della sinistra. Si chiamava Aprile e nasceva con
l’ambizione di parlare un nuovo linguaggio politico della sinistra,
ma fu l’ennesima delusione. Gli obiettivi di personaggi, che
ricoprono oggi poltrone in Provincia, erano come sempre quelli dei
politici navigati che fingono di parlare nuovi linguaggi di critica
e rinnovamento per pesare maggiormente nell’accaparramento di
poltrone. Così, oggi, a Savona quel grande partito della
sinistra, spezzettato in tanti partitini e correnti, concorre alla
suddivisione del Potere passando da continue e violente rese dei
conti interne, senza parlare più all’esterno.
Tra
l’altro i Congressi Nazionali, svoltisi come se niente fosse
successo, non hanno dato prova di aver recepito la necessità di
riempire lo spazio di una nuova forza di sinistra popolare,
democratica, ambientalista e plurale. Neanche a Savona potrebbe essere la somma di PRC,
Verdi, SD, Comunisti Italiani e quant’altro a riempire il vuoto che
si è creato: manca il nuovo linguaggio. Non sarà una lista cartello, senza anima, senza
progetto a fare il NUOVO. Non sarà l’ambiguità del PD che potrà decidere,
con opportunismo, di affiancarsi alle forze della cosiddetta
Sinistra a premiare una vecchia politica. Neanche a Savona si potrà fermare la deriva. Fuori articolo:
Esprimo la solidarietà al centro sociale di
Imperia “La talpa e l’orologio” sotto minaccia di sgombero.
Gli interessi economici e finanziari tornano a
prevaricare sulla attività politica e culturale che i giovani
cercano a forza di ritagliarsi negli spazi amorfi delle nostre
città.
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