Il percorso vita come una discarica
conca verde
Dopo un anno le segnalazioni dei cittadini ancora inascoltate: resta una zona degradata
IL SECOLOXIX
LA SCORSA estate un articolo di denuncia del nostro giornale oltre alle le segnalazioni di numerosi cittadini contro il degrado in cui si trova il "Percorso vita" l'area attrezzata della Conca Verde che porta da via alla Strà, vicino all'Ostello della Gioventù, al fortino vicino alla chiesetta Madonna degli Angeli. Oggi , è tutto come prima: a distanza di un anno la situazione di quest'area della collina non è cambiata, anzi è nettamente peggiorata. La sola partenza del "percorso vita" scoraggerebbe anche l'escursionista più ottimista ad andare avanti, compresi quei ragazzi con sacco a pelo che accettano di fare tanta strada per venire a dormire quassù, al vicino Ostello. Nei primi due-tre metri di sterrato sul quale si dipana il "Percorso vita" si è accolti dal primo cartello. Peccato che sia divelto e abbandonato sul ciglio della strada. Proseguendo è un crescendo di segni di degrado: ancora cartelli divelti, rotti o completamente mancanti. Attrezzature del "Percorso vita" ridotte a scheletri di legno e metallo che non si capisce più a che cosa servano, sommerse dalla sterpaglia. Immondizia, tanta immondizia, per cui c'è solo l'imbarazzo della scelta: si va dalle "classiche" carte e cartacce a pezzi d'arredamento e oggetti degni della peggiore discarica, per non parlare di bottiglie di plastica e vetro, preservativi e siringhe disseminate un po' ovunque.
La radura che è stata adibita ad area picnic, quasi a fine percorso, è quella che si trova nello stato peggiore. Dei due tavoli in legno ne resta solo uno in condizioni disastrate; gli attrezzi per gli esercizi, immersi in un trionfo di erbacce, hanno perso la loro funzione originaria: il pannello che ne illustra l'uso non c'è più e dell'attrezzatura non restano che scheletri ormai inutilizzabili e inutili. Solo in questo spazio di pochi metri quadrati si contano quattro siringhe. Poco prima, accanto a uno dei cartelli fatti installare dal Comune che testimoniano con tanto di fotografie la bonifica del sito fatta nel 2006, contrapponendo il "prima e dopo", c'è una mini discarica con qualsiasi tipo di materiale. Oltre al danno la beffa. Rimane solo la consolazione degli addominali: la panca e il relativo pannello che ne illustra l'uso sono ancora intatti.
«Vengo qui tutti i giorni a passeggio con il cane ormai da qualche tempo - dice un signore con un grosso pastore tedesco - ed è così da anni. Non è certo il posto ideale dove fare ginnastica o venire a passeggio con dei bambini. In centro è tutto bello e pulito, ma basta venire qui per rendersi conto di come la periferia della città sia trascurata». E pensare che lo scorso luglio una decina di studenti provenienti da altrettanti paesi del mondo, dalla Slovacchia fino al lontano Canada, hanno lavorato con entusiasmo per una settimana sotto il sole di luglio per risistemare il sentiero della Madonna degli Angeli vicino al Fortino al quale si ricongiunge la strada del "Percorso vita".
Anche l'intervento di bonifica dell'Ata, pubblicizzato dai cartelli sembra una cosa ormai lontana. Questa zona non è compresa nelle prestazioni stabilite nell'accordo che l'Ata ha stipulato con il Comune e quindi intervenire significa affidarsi a quella voce che si chiama "spese straordinarie" per la quale va seguita una procedura particolare.
«Negli anni scorsi siamo intervenuti - dice il presidente dell'Ata Nanni Ferro- ma quest'area non fa parte di quelle che rientrano nel nostro contratto di servizio quindi la pulizia e la bonifica della zona nella quale si trova il "Percorso vita" della Conca Verde rientra negli interventi straordinari che ci vengono richiesti dall'amministrazione».
elena romanato