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Assemblea di ambientalisti ad Alassio, il depuratore di Finale, l’asilo
di Loano
LE BELLE NOTIZIE
CHE NON FANNO NOTIZIA
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ALASSIO, “SMASCHERATA” DAL SINDACO L’ARTEFICE DELL’ASSALTO ALLA COLLINA |
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Chi è costei? Affidiamoci alla
saggia cronaca de La Stampa, messa in rete anche dal presidente
ligure del Wwf, Marco Piombo, in modo che ognuno tragga
conseguenze e riflessioni.
Testo dell’articolo del 25 luglio scorso: <Il sindaco
Melgrati replica alle accuse di speculazione lanciate dal Comitato
per la salvezza della collina nella riunione del Wwf, nell’ambito di
Camminamare>, tenutosi nella sala dei Salesiani. Chi è la mente, il “braccio armato” di quelle “bellissime” costruzioni che dopo aver invaso l’area (fazzoletto) pianeggiante, tra mare e ferrovia, stanno dando una “salutare” scalata per rendere grazioso il panorama fino al Santuario della Madonna della Guardia? Finalmente è svelato il “mistero”. Pubblica La Stampa, dopo le esternazioni del sindaco architetto: <Tutte le lottizzazioni citate da Loredana Nattero erano previste dal piano regolatore approvato nel 1991 dalla giunta in cui lei era assessore all’urbanistica. Rispetto a quel piano, le volumetrie le abbiamo diminuite del 30 per cento>. Grazie di cuore architetto Melgrati, estenda il grazie a… E giù una sfida plateale, all’insegnante in pensione, con l’hobby-peccato grave del massacro collinare, a base di “mattoni&cemento”. Ancora Melgrati: <Sfido la Nattero ad un pubblico confronto per dimostrare che la sua programmazione urbanistica prevedeva ancora più immobili. Alcuni dei terreni sui quali si costruisce appartenevano ad esponenti del Pd che oggi, per bocca della Nattero, parlano di speculazione che non bisogna confondere con la normale programmazione urbanistica>. E che fortunata questa Loredana Nattero che si presenta sotto false spoglie. Lei che non doveva uscire immune dalle pagine del fresco di stampa “Il partito del cemento” (libro- denuncia), mentre a Marco Melgrati gli hanno dedicato pagine, non proprio esaltanti per un primo cittadino con aspirazioni parlamentari, male che vada, assessore all’Urbanistica in Regione (sostituirà l’”ottimo” Carlo Ruggeri) col futuro “governatore”, prenotato, Biasotti. Ecco le prime, dolorose, conseguenze. Raccontano (le malelingue?) di aver sorpreso in lacrime, in preda allo sconforto, gli autori del libro, Marco Preve (origine savonese, il papà giornalista professionista a La Stampa, nativo di Albenga), oggi cronista a Il Lavoro-Repubblica a Genova e Ferruccio Sansa (Repubblica, poi Messaggero a Roma, inviato di punta de Il Secolo XIX, appena approdato a La Stampa). Motivo della disperazione dei due giornalisti liguri? Marco Melgrati ha solennemente dichiarato: <Mi riservo di querelare gli autori per diffamazione>. Preve e Sansa già pensano ai milioni di danni che dovranno pagare, visto lo strepitoso successo. Poiché noi fratelli minori di “Trucioli” e “Uomini Liberi” siamo invasi dalla paura e dal tremore di fare la stessa sorte, ci limitiamo a invitare i navigatori di “Trucioli Savonesi” a leggere le pagine 256-257-258-259-260-261-262 del “Partito del cemento”. Da non confondere con il “Partito di Melgrati”. Quei “mascalzoni” di giornalisti, forse asserviti al potere comunista, si sono persino permessi di sbeffeggiare il primo cittadino della “Capitale ligure del turismo”, definendolo l’ “uragano Mel”, sinonimo di “ciclone urbanistico”. E’ probabile che presto
leggeremo un annuncio, con tanto di pubbliche scuse, pubblico
pentimento, per ripristinare (?) l’onore e l’onere del sindaco che, col
suo rigoroso operato, <ha tutelato ambiente, territorio, turismo
alberghiero, turismo di qualità, infrastrutture pubbliche>.
In attesa di definitivo rilancio di Alassio all’”Isola dei famosi”. Tornando a quella sera, nella sala don Bosco, semideserta (chi se ne frega del territorio, basta avere un robusto conto in banca o accrescere il patrimonio immobiliare!), la professoressa Loredana Nattero “cementiera”, si era permessa di recitare il “rosario” ad una catena di Sant’Antonio del mattone. Se ne pentirà! Primo- La sistematica distruzione delle tipiche fasce collinari alassine. Secondo – Per anni la collina tra Laigueglia ed Alassio è stata esempio di salvaguardia ed equilibrio del patrimonio verde. Dal mare si ammiravano le suggestive “vette” dei campanili. Terzo – La verdissima collina di Alassio, difesa per anni, sta sparendo. Le gru dei cantieri sorgono come funghi. Una prosecuzione dello stravolgimento avvenuto nel centro storico, basta osservare i tetti delle antiche case. Senza che nessuno controlli, ha incalzato l’ex assessore amica degli amici del cemento. Con molti protagonisti, ha aggiunto, che sono stati votati per amministrare il bene, gli interessi collettivi, non i propri o di affini. Quarto – Tutte le vecchie ville di Alassio sono scomparse per far posto ad alloggi, stessa sorte è toccata ai giardini, divorati da box interrati e al posto delle piante naturali, alberelli nei vasi. Quinto – Alassio, sono sempre parole dell’insegnante “birichina”, ha visto realizzare duemila box privati , da 80 a 140 mila euro, mentre di pubblico non si è realizzato nulla, se non il campo sportivo trasformato in parcheggio, esibito con lode ed esempio di lungimiranza dai quotidiani locali. Sesto – La Nattero ha dato il via, durante la serata, all’esibizione di “foto vere” in cui emerge: il parco dell’Istituto dei padri oblati che ospita “alloggi carissimi”. Settimo – Via Cazulini (nei pressi del mattatoio) con uno scempio impressionante. Ottavo – Il Residence La Perla (superpromozionato sui giornali) dove c’erano pineta ed ulivi secolari. Nono – Il blocco, come per Punta Murena, dell’operazione beneficenza cementiera a Costa Lupara (60 alloggi), destinata ai giovani senza casa di Alassi, con 320 adesioni accertate da Roberto Socco, presidente della Cooperativa edilizia Costa Lupara. Decimo – Sbancamento lungo la strada per Moglio, con realizzazione di tre villette ed altre in arrivo. Undicesimo – Sotto la chiesa di San Bernardo, una zona visibilmente boschiva è improvvisamente classificata, compresa la Soprintendenza (?), a zona senza alberi e senza vegetazione mediterranea. Dodicesimo – Sulla collina di Vegliasco spunta una bellissima villa gialla, al posto di un vecchio fabbricato. Nelle fasce sottostanti grande piscina. Ed altre 5-6 villette in costruzione. Tredicesimo – Sotto la torre di Vegliasco decine di costruzioni nascono come funghi. Come pure sotto la Crocetta. Quattordicesimo
– Avanti case, in regione Rangè (zona
vecchio ospedale). Strade con limiti di transito al peso di automezzi
non rispettati sistematicamente. Si alza, tra il pubblico una signora: <Hanno
persino sfondato casa mia, hanno utilizzato per il transito una strada
privata e per tutelare i miei diritti ho dovuto rivolgermi al
tribunale>. Quattordicesimo – Il Puc? Ecco 80 varianti, ottanta, assunte ad hoc, a beneficio dei privati. Non esiste una sola variante, ha rimarcato Loredana Nattero, adottata per un intervento di pubblica utilità. Varianti richieste da privati negli ultimi 10-12 anni. Quindicesimo – Le Gru, a nostro avviso, dovrebbero diventare il nuovo logo del Comune di Alassio. Mentre sono in vendite le ultime zone incontaminate, dopo il caso del Residence San Rocco, sarà la volta di Villa Russa a Punta Murena…. Si alza un cittadino: <Mi pare che l’Amministrazione comunale non si preoccupi molto della tutela del territorio, dell’ambiente, di chi ha comprato negli anni ed oggi si trova assediato da costruzioni. Ho fatto numerose denunce. A quanto mi risulta mai avuto seguito. Sono stato consigliato di rivolgermi alla Procura generale di Genova, meglio se con l’assistenza di un legale fuori zona. Sono pensionato, non posso accollarmi anche le spese di un avvocato per chiedere giustizia e legalità>. Conclusioni di Loredana Nattero: <Il Comitato di cui facciamo parte si è messo in contatto con un legale di Genova. Prima pratica, quella di piazza Stalla, l’unica rimasta libera dai parcheggi ed occupazioni di privati. Si è arrivati al punto che un lascito di una benemerita famiglia alassina dell’800 è stato alienato per realizzare box privati, fatti passare per pubblica utilità, con lastrico solare a parcheggio a rotazione. Finora abbiamo soltanto ottenuto, come Comitato, la sospensione dell’iter di piazza Stalla>. Si alza un altro cittadino: <Ho comprato casa, ho saputo che sotto quest’area (istituto salesiano), vogliono realizzare fino a 9 metri di profondità box interrati>. Se qualcuno ha qualcosa da dire, da smentire, da rettificare, come dice la popolarissima Striscia la Notizia di Antonio Ricci, alassino, le “porte” di Trucioli Savonesi restano spalancate, a doppia mandata.
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![]() Il sindaco di Finale Flaminio Richeri |
FINALE HA UN
DEPURATORE “TOTALE”? VALE UNA NOTIZIA A TRE COLONNE
Finale- Se avesse avuto due sindaci, stile Vaccarezza e Melgrati, forse si sarebbero mosso giornali e tivù nazionali. In questa Liguria con annosi problemi di depuratori, di stagione balneare critica, di acque sporche a riva, di sporadici casi di inquinamento, perché non sbattere in prima pagina (Secolo e Stampa, soprattutto, per la loro capillare presenza locale), che la terza città della provincia di Savona si è dotata di un’infrastruttura primaria di depurazione delle acque nere, con riflessi positivi per chi fa turismo e vive di economia da mare? |
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Non solo, mentre nel comprensorio di Loano hanno creato una “municipalizzata ad hoc” (con tanto di presidenze, incarichi, spese di gestione per milioni di euro e prebende, prima di completare l’opera a 360 gradi, peraltro già in funzione); mentre Alassio si litiga su chi affidare il Depuratore, con altre spese che pagano i cittadini; mentre Albenga, tergiversa da tempo con Villanova; a Finale Ligure, in quattro anni, hanno ottenuto i seguenti risultati. Allacciamento completato al depuratore consortile di Savona. Con depurazione totale, primaria. Costo complessivo 10 milioni di euro, 7 milioni 936 mila euro, più 2 milioni e 400 per modifiche, con contributo della Regione di 4 milioni 290 mila. Una tubazione sferoidale di ghisa lunga oltre 20 chilometri, diametro 450 mm, in parte in acciaio, che inizia a levante della Caprazoppa e raggiunge l’impianto di Quiliano. A levante raccoglie Varazze e Celle, le Albissole, Savona, Vado, Bergeggi, Spotorno, Noli. Da Finale a
Quiliano, attraverso Varigotti, nessuna stazione
intermedia per paura dei miasmi. Una pressione di 8 atmosfere, grazie a
4 pompe, spinge i reflui fino ad un dislivello di 22 metri di quota. Il tracciato ha
seguito in gran parte l’ex sede ferroviaria, quindi l’Aurelia, con
problemi notevoli da superare nella zona di Vado (nuova galleria
Aurelia-bis). Opera realizzata dalla Rizzo Costruzioni, con un
ritardo sulla tabella di marcia di pochi mesi.
Finale,
fino ad oggi, utilizzava due scarichi, uno di 700 metri, ora
disattivato ed un secondo di 1300 metri che potrà essere ancora
utilizzato come “emergenza”. Se altrove,
Conzorzi e Consigli di amministrazione, sono al lavoro, a Finale
hanno dato “buon esempio” di concretezza e risparmio di denaro pubblico.
Un impianto destinato a “servire” una popolazione massima di 60 mila
persone. Per un mare, tutti sperano, più pulito.
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LOANO, MALTRATTAMENTI ALL’ASILOIL PROCESSO CON
DOPPIA “SORDINA” |
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Prima l’inchiesta,
sempre seguita con diligenza dalle cronache, poi il rinvio a giudizio.
Quindi il processo, prima udienza, appena annunciato (solo La Stampa)
davanti al giudice monocratico di Albenga, Russo. Sulla seconda udienza e sulla sua sorte, nebbia totale. Neppure la classica breve. Eppure è successo qualcosa di insolito nelle aule di giustizia ingaune. Nessun scandalo, ma è accaduto che il pubblico ministero d’udienza e dell’inchiesta (giovedì della scorsa settimana), Paolucci, si sia trovata in palese contrasto con il giudice Russo. Udienza tesa, tesissima. Udienza pubblica. Con gli avvocati delle imputate (Cadeddu e Puzzo) in difficoltà. Con l’avvocato della Cooperativa degli insegnanti, tutti convocati per il giorno successivo, nello studio del giudice Russo. Lo scontro accusa-giudice/giudicante ha sortito un primo effetto. Remissione/trasmissione degli atti al presidente del Tribunale di Savona che dovrà pronunciarsi se accettare o meno la “dismissione” del processo da parte di Russo. Assegnazione ad altro giudice? “Ricusazione”, serenità, rispetto delle norme, valutazione degli atti, dei comportamenti processuali, istruttori. Sarà materia di attento esame. Gli avvocati sanno, le parti in causa sanno, i cittadini-lettori sono stati tenuti, invece, all’oscuro. Che sia stato un venerdì nero non ci sarebbero dubbi. Anche per l’informazione.
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