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E ALLA FINE anche l'Unione Industriali ha perso la pazienza
con il presidente della Camera di Commercio Giancarlo
Grasso.
Marco Macciò, leader degli imprenditori savonesi, ha messo
nero su bianco quello che ha tutta l'aria di essere un
ultimo, pressante, appello: "Caro Presidente risolvi i
conflitti interni e recupera incisività d'azione
nell'interesse del territorio".
La lettera, inviata a Grasso e per conoscenza ai componenti
della giunta camerale e alle associazioni delle categorie
economiche rappresentate a Palazzo Lamba Doria, allarga
l'area del dissenso intorno al presidente camerale che già
nelle scorse settimane aveva dovuto incassare prima le
dimissioni dalla giunta del rappresentante degli artigiani
CNA, Giorgio Grillo, poi un documento fortemente critico
approvato dalla Lega delle Coooperative.
«Il permanere di una situazione conflittuale sugli aspetti
tecnico-organizzativi - scrive nella lettera a Grasso
l'ingegner Macciò -, che coinvolge sia gli organi statutari
della Camera sia la struttura operativa, rischia di
distogliere attenzione ed energie alle attività di supporto
allo sviluppo economico della nostra provincia».
Un'espressione formale di "preoccupazione" che sembra
nascondere anche una profonda irritazione personale.
Il presidente dell'Unione Industriali ricorda infatti gli
incontri, gli scambi di vedute e di informazioni,
l'incoraggiamento più volte rivolto a Giancarlo Grasso
perché si affrontassero senza ulteriori indugi "sfide
importanti per l'economia savonese": industria, porto,
turismo, commercio, infrastrutture.
Insomma, sembra sottolineare l'Unione Industriali (che nella
giunta camerale è rappresentata da Silvio Accinelli,
vicepresidente, Paolo Campostano e Massimo Parodi), "ci
siamo detti mille volte che bisognava darsi una raddrizzata,
risolvere le grane interne con personale e revisori,
dedicare tempo ed energie ai problemi veri dell'economia
provinciale: ma evidentemente a voce non siamo riusciti a
farci capire".
Per cui è arrivato il momento di farci sentire in modo
formale. «L'Unione Industriali - ribadisce a Grasso il
presidente Macciò nella lettera -è disponibile alla
collaborazione, nelle forme e con le modalità che tu
riterrai più opportune, nell'interesse della Camera e delle
imprese savonesi».
Ma sembra più che altro una chiusura rituale, un'ultima
esortazione a fare quello che si sarebbe dovuto fare da
tempo, ovvero "risolvere i conflitti interni": problemi con
i revisori dei conti su alcune delibere contestate, problemi
con i due vicesegretari generali su ruoli e competenze della
struttura camerale, problemi di organizzazione con il
personale.
Un problema quest'ultimo che sta particolarmente a cuore
all'Unione Industriali.
E, in aggiunta, il malessere delle categorie economiche,
clamorosamente emerso con l'uscita dalla giunta camerale
della CNA, la confederazione nazionale degli artigiani, e
con il rappresentante delle cooperative, Gianluigi Granero,
che ha solo momentaneamente accantonato l'idea di
dimettersi.
E a questo punto è anche lecito chiedersi come si
comporteranno i tre rappresentanti dell'Unione Industriali a
fronte di una mancata "tempestiva soluzione dei conflitti
interni".
Accinelli e Campostano - che in giunta camerale hanno
condiviso le decisioni del presidente - non hanno mancato di
esprimere solidarietà a Grasso, anche di recente.
La posizione di Marco Macciò, d'altra parte, è stata
sottoposta al consiglio direttivo dell'Unione e non può
certo essere ritenuta un messaggio personale da presidente a
presidente.
Sergio Del Santo
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