Industriali, ultimatum a Grasso
svolta nella crisi della camera di commercio
Lettera del presidente Macciò: «Risolvi i conflitti interni e recupera incisività d'azione»
IL SECOLOXIX
E ALLA FINE anche l'Unione Industriali ha perso la pazienza con il presidente della Camera di Commercio Giancarlo Grasso.
Marco Macciò, leader degli imprenditori savonesi, ha messo nero su bianco quello che ha tutta l'aria di essere un ultimo, pressante, appello: "Caro Presidente risolvi i conflitti interni e recupera incisività d'azione nell'interesse del territorio".
La lettera, inviata a Grasso e per conoscenza ai componenti della giunta camerale e alle associazioni delle categorie economiche rappresentate a Palazzo Lamba Doria, allarga l'area del dissenso intorno al presidente camerale che già nelle scorse settimane aveva dovuto incassare prima le dimissioni dalla giunta del rappresentante degli artigiani CNA, Giorgio Grillo, poi un documento fortemente critico approvato dalla Lega delle Coooperative.
«Il permanere di una situazione conflittuale sugli aspetti tecnico-organizzativi - scrive nella lettera a Grasso l'ingegner Macciò -, che coinvolge sia gli organi statutari della Camera sia la struttura operativa, rischia di distogliere attenzione ed energie alle attività di supporto allo sviluppo economico della nostra provincia».
Un'espressione formale di "preoccupazione" che sembra nascondere anche una profonda irritazione personale.
Il presidente dell'Unione Industriali ricorda infatti gli incontri, gli scambi di vedute e di informazioni, l'incoraggiamento più volte rivolto a Giancarlo Grasso perché si affrontassero senza ulteriori indugi "sfide importanti per l'economia savonese": industria, porto, turismo, commercio, infrastrutture.
Insomma, sembra sottolineare l'Unione Industriali (che nella giunta camerale è rappresentata da Silvio Accinelli, vicepresidente, Paolo Campostano e Massimo Parodi), "ci siamo detti mille volte che bisognava darsi una raddrizzata, risolvere le grane interne con personale e revisori, dedicare tempo ed energie ai problemi veri dell'economia provinciale: ma evidentemente a voce non siamo riusciti a farci capire".
Per cui è arrivato il momento di farci sentire in modo formale. «L'Unione Industriali - ribadisce a Grasso il presidente Macciò nella lettera -è disponibile alla collaborazione, nelle forme e con le modalità che tu riterrai più opportune, nell'interesse della Camera e delle imprese savonesi».
Ma sembra più che altro una chiusura rituale, un'ultima esortazione a fare quello che si sarebbe dovuto fare da tempo, ovvero "risolvere i conflitti interni": problemi con i revisori dei conti su alcune delibere contestate, problemi con i due vicesegretari generali su ruoli e competenze della struttura camerale, problemi di organizzazione con il personale.
Un problema quest'ultimo che sta particolarmente a cuore all'Unione Industriali.
E, in aggiunta, il malessere delle categorie economiche, clamorosamente emerso con l'uscita dalla giunta camerale della CNA, la confederazione nazionale degli artigiani, e con il rappresentante delle cooperative, Gianluigi Granero, che ha solo momentaneamente accantonato l'idea di dimettersi.
E a questo punto è anche lecito chiedersi come si comporteranno i tre rappresentanti dell'Unione Industriali a fronte di una mancata "tempestiva soluzione dei conflitti interni".
Accinelli e Campostano - che in giunta camerale hanno condiviso le decisioni del presidente - non hanno mancato di esprimere solidarietà a Grasso, anche di recente.
La posizione di Marco Macciò, d'altra parte, è stata sottoposta al consiglio direttivo dell'Unione e non può certo essere ritenuta un messaggio personale da presidente a presidente.
Sergio Del Santo