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nL'AZIONE di sostegno alle piccole e medie imprese, che
dovrebbe essere uno dei ruoli preminenti di una Camera di
Commercio, in provincia di Savona non si percepisce. Anzi,
l'impressione è che questa azione non venga affatto
attuata".
Chiamarlo j'accuse è ancora poco. Quello che Roberto Minerdo
(foto), presidente di Confapi Liguria e vice
presidente di Nord Ovest Imprese (850 aziende solo in
Liguria) ha scagliato ieri contro il presidente dell'ente
camerale savonese Giancrarlo Grasso è un autentico siluro,
una dichiarazione di guerra.
«Avevamo rappresentato, nel corso di un colloquio con il
presidente, la piena disponibilità a collaborare e dialogare
- ha scritto Minerdo - purtroppo è rimasto tutto lettera
morta». E così, all'indomani della fuoriuscita della Cna
(artigiani) dalla giunta di palazzo Lamba Doria, anche il
rappresentante delle piccole e medie imprese è sbottato
cavalcando l'onda del malumore.
«La Camera di Commercio savonese non aggrega come invece
dovrebbe fare, non si apre al dialogo con i soggetti
dell'economia e con l'intero tessuto socio-economico
provinciale - ha scritto il presidente di Confapi Liguria -
A questo punto anche i malumori all'interno dell'ente e,
ancor più, all'esterno, non possono che confermare un
atteggiamento profondamente sbagliato e dalle conseguenze
negative".
Per Roberto Minerdo, quindi "l'economia ha bisogno di
un'ente che funzioni, che ascolti, dialoghi e sia presente.
Insomma, che eserciti il suo ruolo. Cosa che purtroppo non
avviene".
Sempre Minerdo ritiene "indispensabile rivedere
completamente i vertici della Camera di Commercio in tempi
rapidi, attraverso un vero e proprio rinnovo integrale di
essi". "Rinnovo - ribadisce - che non deve avere come
obiettivo la mera occupazione rappresentativa dei posti in
Consiglio, bensì vedere impegnati soggetti di comprovata
esperienza e competenza per il rilancio dell'ente stesso e
del suo ruolo attivo nello sviluppo dell'economia savonese,
in un contesto nazionale e internazionale il più ampio
possibile".
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