FOGLI MOBILI La rubrica di Gloria Bardi STAVOLTA AVREMO TOCCATO IL FONDO? |
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Riuscite a immaginare la correzione di quei fatidici elaborati di italiano con lo svarione sulla poesia di Eugenio Montale, nella pletora burocratichese che la maturità mette in scena ogni anno? Nei "paradisi artificiali" scolastici, dove il verbo che la fa da padrone è "si deve" e solo occasionalmente |
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"si può", sotto pressione della spada di Damocle del RRRRICCORRRRSO che ha reso pavidi negli anni i prof; dove l'idea di una firma in meno o di un timbro nel posto sbagliato turba i sonni del bravo commissario sia interno che esterno, ora che è sparito dall'uso l'imbarazzante "membro" con decantazione della pornolalia ma accentuazione del poliziesco d'ensemble. Per non parlare del Presidente di commissione! Fatevene una ragione: all'esame di Stato un solo verbale impensierisce più di venti studenti, che altro che comparse. Riuscite a immaginare, dicevo, la frustrata rassegnazione con cui alla Maturità, dinanzi a un elaborato di tipologia A si corregge tutto e stigmatizza tutto tranne la cazzata sesquipedale di una lei -rappresentante in sovrappiù del femminino letterario- al posto di un lui...perché quello è uno sbaglio del Ministero e quindi non c'è? E si corregge -questo è il punto- nella consapevolezza che ogni errore dello studente è poca cosa rispetto a quello propinatoci dall'alto dell'Olimpo, in busta chiusa consegnata dai Carabinieri al rappresentante del Preside. Non so se la cosa costituisca un peggioramento o a modo suo la perfezione di quel momento di pedante insensatezza che rappresenta un esame burbero in una scuola burlesca come la nostra. Confidiamo nel fatto di aver toccato il fondo
USCITO IL MIO NUOVO LIBRO : ...L' ESORDIENTE IL PROF E L' EDITORE MANNARO |