SAVONAVENERDI’ ASSEMBLEA PROVINCIALE DELLA SD CON FERRANDO E URBANI

Palazzo Sisto

“Un nuovo partito di sinistra
il nostro sogno più grande”

Polemica fra Orsi e Martino
sui mutui pagati dal Comune

Al lavoro per coinvolgere Rifondazione e Comunisti Italiani
[FIRMA]ROBERTO PAVANELLO LA STAMPA
SAVONA
Sembra un po’ come quando si corteggia una persona che non vuole saperne nulla di te. È questa la sensazione che dà Sinistra Democratica con il suo disegno di ricostruire una «cosa rossa», una «Die Linke» all’italiana, convinta che il progetto della Sinistra Arcobaleno debba essere recuperato e necessiti di fiducia. Il problema è che in casa Rifondazione non ne vogliono proprio sentir parlare, tant’è che nel Savonese ha trionfato la mozione Ferrero del «dobbiamo tornare con il simbolo Rifondazione, con tanto di falce e martello ben in vista», mentre la Sd vorrebbe tanto che la spuntasse Vendola.
Comunque, non si demorde: «Se sei innamorato di una donna mica ti arrendi al primo rifiuto» osserva l’ex senatore Giovanni Urbani, uno dei padri della sinistra savonese e uno di quelli che sogna una forza alternativa al Partito Democratico. Con lui, nella Sinistra Democratica (il movimento nato dai Ds quando è nato il Pd, guidati prima da Fabio Mussi, ora da Claudio Fava) ci sono a Savona l’assessore alle Politiche del lavoro della Provincia Teresa Ferrando e un paio di presidenti di circoscrizione come Ulivi e Larici.
Venerdì, dalle 17 alle 23, nella sala evangelica di piazza Diaz, si terrà l’assemblea provinciale che eleggerà, alla presenza del presidente nazionale di Sinistra Democratica Massimo Mezzetti, i quattro delegati che parteciperanno all’assemblea nazionale.
«Vogliamo far nascere un nuovo partito della sinistra e un nuovo centrosinistra» è il loro pensiero e nel mirino ci sono le provinciali del 2009: «Stiamo lavorando per un programma comune con Rifondazione e Comunisti Italiani e per un candidato unico. Ma siamo pronti ad alleanze con il Pd, anche con la possibilità di convergere su uno stesso nome per il dopo Bertolotto».Polemica in commissione consiliare sull’operazione di rimodulazione del debito che il Comune aveva deciso due anni fa. Il consigliere di Forza Italia Fabio Orsi contesta: «Verificando l’andamento dei tassi di interesse, il primo anno il Comune ha guadagnato 1,4 milioni mentre il secondo ne avrebbe teoricamente perso 2,6. E’ vero che i conti si faranno solo alla fine, ma non vorremmo trovarci al posto degli amministratori che fra trent’anni si troveranno a gestire i risultati di quest’operazione». Di tenore opposto il punto di vista dell’assessore alle Finanze Luca Martino: «La verifica annuale sull’andamento dei tassi è un esercizio puramente teorico perchè l’operazione di rimodulazione del debito dura trent’anni e ha costi e andamenti prestabiliti. All’inizio serve a liberare risorse fresche che con il passare degli anni calano. Non si tratta nè di finanza creativa nè di operazioni spregiudicate».