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PERCORSI privi di barriere architettoniche dalle Fornaci e
dalla Darsena verso i principali luoghi pubblici cittadini:
il Comune, la Provincia, il teatro Chiabrera, la Pinacoteca,
e, in generale, i più significativi siti di interesse
pubblico-amministrativo, culturale, commerciale, sportivo e
dell'intrattenimento di Savona. Un obiettivo ambizioso che
Palazzo Sisto ha deciso di fare proprio, insieme agli
studenti dell'istituto Alberti e agli Ordini degli
Architetti, Ingegneri e Geometri.
Il progetto "Savona: camminiamo insieme"è nato, in fondo, da
un presupposto semplice, anche se molto impegnativo da
realizzare. Ovvero che una città accessibile, con meno
barriere architettoniche, significa una città migliore e più
bella. Per i disabili, naturalmente, costretti a spostarsi
in carrozzella o a muoversi con difficoltà tra le mille
trappole urbane: bancomat troppo alti, marciapiede e gradini
insormontabili, uffici e luoghi pubblici irraggiungibili.
Disabili ai quali restituire autonomia, almeno in parte. Ma
significa soprattutto una città civile, più libera per
tutti. A partire da anziani e bambini. L'obiettivo è stato
sintetizzato in due parole nelle quali sta tutto lo sforzo
di trasformazione di una città che sta provando a cambiare
pelle anche in molti altri settori: «qualità urbana». Ieri,
il sindaco Federico Berruti e il presidente della
commissione per l'abbattimento delle barriere
architettoniche Sergio Lugaro hanno firmato, in Sala Rossa,
il protocollo del progetto, alla presenza anche della
vicepresidente della Provincia Lorena Rambaudi e delle
associazioni interessate. È un progetto che ha coinvolto,
attraverso la commissione di Palazzo Sisto, le associazioni
dei disabili, ma anche gli studenti dell'Alberti - che sono
i geometri di domani e impareranno così sul campo la
sensibilità necessaria a costruire una città più a misura
d'uomo - e gli ordini professionali che li assisteranno
nella redazione tecnica dei piani. Il tutto da un'idea di
una fisiatra della Asl, Francesca Zucchi.
Le hanno chiamate "arterie di collegamento accessibile".
Come detto, partiranno dalla passeggiata delle Fornaci
(altezza scuole XXV Aprile) e dalla Darsena per raggiungere
i principali siti di interesse pubblico della città. Come?
Prima gli studenti dei Geometri eseguiranno i rilevi dei
percorsi - con le barriere architettoniche oggi presenti -
da realizzare. Poi, negli studi dei geometri, degli
ingegneri e degli architetti - che li aiuteranno a trovare
le giuste soluzioni planimetriche, di rampe d'accesso, di
ascensori o montascale, di passamani, di pavimentazioni, di
scivoli e di colori - insieme al tutor scolastico, li
trasformeranno in proposte progettuali. Progetti che saranno
consegnati al Comune per la loro realizzazione. Ma "Savona:
camminiamo insieme" non è finita qui: è previsto infatti
l'ulteriore e più allargato coinvolgimento delle scuole, un
concorso tra gli studenti per il "logo" del progetto e
infine una giornata di studi con la presentazione della
Carta dei servizi e della carta topografica della città che
consentirà l'utilizzo dei percorsi ai cittadini e ai
turisti. «Rendere accessibili spazi e strutture pubbliche -
hanno detto Berruti e Lugaro - non vuol dire solamente
abbattere le barriere architettoniche che impediscono
l'accesso ai disabili, ma significa migliorare la fruibilità
per tutti i cittadini, in qualunque condizione si trovino».
Antonella Granero
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