Artigiani, si spacca la Cna Grillo lascia la presidenza
il caso
Ripercussioni della crisi in Camera di Commercio. Esce anche Pensiero
Il secoloXIX
ARTIGIANI "contro", capitolo secondo. A fine maggio Giorgio Grillo, presidente della Cna, aveva annunciato le dimissioni dalla giunta della Camera di Commercio, su mandato della sua organizzazione, con l'obiettivo di scalzare Giancarlo Grasso (Confartigianato) dalla presidenza di Palazzo Lamba Doria. Ieri, Grillo ha confermato di essersi dimesso da presidente di Cna e di sentirsi fuori dall'associazione. Nessuna motivazione particolare: «Sono problemi personali» si è limitato ad aggiungere, confermando che non sarà presente oggi alla riunione - la prima dopo quell'annuncio - della giunta camerale.
Giorgio Grillo, 53 anni, imprenditore edile di Finale , presidente provinciale della Confederazione Nazionale dell'Artigianato da due anni e mezzo, è giunto così alla conclusione di un percorso travagliato. Amico personale di Giancarlo Grasso, Grillo aveva sostituito in giunta il suo segretario, Carlo Decia, quando quest'ultimo aveva preso posizione contro il presidente della Camera di Commercio. Con Grillo ha lasciato la Cna anche un "numero uno" dell'autotrasporto savonese, Franco Pensiero, in rotta di collisione con la strategia dell'associazione.
Poco prima delle elezioni, Cna e Legacoop avevano proposto alle altre organizzazioni di impresa di sottoscrivere un documento di sfiducia al presidente. La mozione era stata bloccata, perché ritenuta strada difficilmente percorribile, e c'era stato un confronto tra tutte le associazioni (tranne Confcommercio, da otto anni assente negli organi camerali) e lo stesso Grasso. Quest'ultimo si era impegnato a cercare di risolvere nell'arco di tre mesi, i problemi aperti su vari fronti (con le associazioni, con alcuni enti locali, con il personale, con alcuni dirigenti). Sembrava l'inizio di una tregua armata, con l'intesa di rivedersi. Ma la Cna, riunito il direttivo, ha ritenuto che si sarebbe solo perso tempo e, invitando Grillo a dimettersi dalla giunta camerale, ha tentato di dimostrare che la Camera non era più gestibile, mettendo le altre associazioni di fronte alla scelta se continuare ad appoggiare Grasso o se invece decidere di azzerare la situazione. Mossa successiva avrebbero dovuto essere le dimissioni del rappresentante di Legacoop, Gianluigi Granero, con la possibilità che questo avrebbe messo in moto un effetto cascata. Solo che questi movimenti hanno finito per assumere, al di là delle intenzioni, una valenza politica che ha consentito a Grasso di uscire dall'angolo. Il braccio di ferro va così avanti a strattoni. Il prossimo potrebbe essere innescato dalla Regione che, accettate le dimissioni di Grillo, dovrebbe chiedere alle associazioni artigiane (che avevano presentato candidati comuni nel 2005) di indicare un sostituto. E allora sarà difficile trovare un accordo e si dovrà ragionare sulla base dei reali rapporti di forza tra le due associazioni che, tre anni fa, si erano spartiti i 4 seggi disponibili in consiglio camerale.
Sergio Del Santo