|
|||||
| L’utilità è pubblica ma paghiamo noi” |
|
| In questi giorni a diverse famiglie savonesi è
capitato di ritrovarsi tra le mani una raccomandata che speravano di non
dover mai leggere. è quella che l’Anas ha inviato per comunicare che, si
legge, «è stato approvato il progetto definivo dei lavori in oggetto -
ovvero della variante all’Aurelia Bis - e contestualmente apposto il
vincolo preordinato all’esproprio e disposta la dichiarazione di
pubblica utilità». Il tracciato della strada interesserà alcuni edifici in via Mignone, via Scotto, via Turati e corso Ricci e, ciascuno sarà «colpito» dai lavori in maniera diversa. Ma per tutti i loro occupanti è assicurato qualche disagio e la preoccupazione, più o meno alta, per quella parolina ben poco simpatica: «esproprio». «Il nostro dovrebbe essere temporaneo - dice Gianfranco De Paoli, che abita al 18 di via Mignone - ma cosa vuol dire? Per quanto tempo? E dove dovremmo andare nel frattempo?». L'Aurelia passerà proprio sotto il condominio in cui abitano nove famiglie che seguono con una certa apprensione l’evolversi degli avvenimenti: «Sono sei anni che stiamo male. In una prima fase ci avevano detto che saremmo stati trasferiti in un nuovo palazzo perché questo sarebbe stato abbattuto, poi la situazione è cambiata. Io sto qua da quarant’anni - racconta ancora De Paoli - e adesso arrivano e mi dicono che non posso più starci? Voi come stareste al posto mio?». Di temporaneità non si parla invece al numero 24 che si trova sull’altro lato di via Mignone e che, nel progetto, risulta essere solo sfiorata dalla strada che interesserà un pezzetto di giardino condominiale, dove c’è una scaletta la cui servitù è stata, peraltro, ceduta al Comune. Eppure anche le 24 famiglie che lì abitano hanno ricevuto la raccomandata. «Non c’è da preoccuparsi però - rassicura Benito Moroni che, con altri due condomini (Serravalle e Gambarotta), è andato negli uffici genovesi dell’Anas per avere chiarimenti -, perché ci hanno detto che la lettera è un “pro forma” e che nessuno di noi dovrà lasciare l’appartamento, nemmeno durante i lavori». E di questo si parlerà lunedì alle 19 nella parrocchia San Lorenzo, dove, probabilmente si deciderà anche di rivolgersi a un avvocato (i vicini del 18 già lo hanno fatto) perché l’Anas ponga nero su bianco le rassicurazioni fatte fino ad ora solo a voce. Le perplessità però restano: «Qui sotto, a sette metri di profondità scorre il rio Balletto - ricorda Romano Zunino, anch’egli residente al 24 -. Cosa faranno con quell’acqua? E poi, se alla fine verremo davvero espropriati, quanto andremo a perdere del reale valore commerciale? Va bene la pubblica utilità, siamo d’accordo, perché però dobbiamo rimetterci noi?». «Qua sotto c’è tutta terra di riporto - aggiunge Moroni -, siamo sicuri che quando inizieranno a scavare gli edifici non ne risentano e non crolli tutto?». Insomma, in via Mignone si confrontano preoccupazione e rassicurazioni, perplessità e speranze. E si fa fronte comune per affrontare compatti un «mostro» come l’Anas, mentre un interrogativo ancora fa capolino: «Ma i fondi per i lavori li hanno veramente stanziati?». Eh sì. A quanto pare, questa volta l’Aurelia Bis arriverà sul serio |
|