Decine di proprietari sono già in allarme per case e giardini

ERMANNO BRANCA LA STAMPA

SAVONA
In città piovono le lettere di esproprio dell’Anas per l’Aurelia bis e lungo il tracciato del nuovo collegamento Albisola-Savona cresce il fronte del malcontento. Decine di proprietari di immobili hanno ricevuto il preavviso, dall’aziende che si trovano vicino al ponte di Grana ad Albisola ai proprietari dei capannoni e degli alloggi di corso Ricci su cui incombe il nuovo svincolo dell’Aurelia bis. Il fronte più caldo riguarda però i proprietari degli alloggi che si trovano nei palazzi di via Scotto (1-3), via Turati e via Mignone. In molti casi si tratta di provvedimenti precauzionali, in altri di espropri temporanei per consentire gli scavi del tunnel in condizioni di sicurezza.
Il dato di fatto però è che dopo trent’anni di progetti, modifiche e polemiche, esiste un tracciato approvato e finanziato dal Comitato interministeriale con uno stanziamento di 250 milioni. Un progetto pronto al decollo su cui l’Anas entro fine mase bandirà la gara dell’appalto-concorso che affida ai vincitori il compito di realizzare il progetto esecutivo.
Secondo il Comune e l’Anas sarà proprio il progetto esecutivo ad appianare i contrasti con i proprietari di capannoni, immobili e giardini. I tecnici Anas sono convinti che nella maggior parte dei casi i conflitti verranno risolti e che gli espropri effettivi saranno limitatissimi e comunque a valori di mercato. Una tesi ribadita anche nella riunione che si è svolta il 3 giugno con Regione, Anas e Comune. Il nuovo svincolo messo a punto dallo Studio Rodino di Torino dovrebbe ad esempio risolvere i problemi delle case di via Scotto. La gara d’appalto, tuttavia, deve partire con il progetto originario perchè è quello che ha ottenuto i finanziamenti.
Il Comune, in tempi non sospetti, aveva evidenziato una decina di punti critici nel tracciato di 5 chilometri e mezzo fra Albisola e Savona. I primi problemi sono appunto ad Albisola, dove sarà necessario spostare il distributore del gas metano. Altro inconveniente dopo il ponte di Grana, dove è prevista la demolizione di un terzo del capannone dell’azienda Bertone. In via Scotti il tracciato passerà sotto il civico 3 (dove abitano 27 famiglie) e il civico 1 (12 alloggi). L’Anas al momento ha previsto solo un indennizzo di circa 2 milioni che servirebbe a pagare i disagi dei condomini costretti a un trasloco temporaneo nel periodo in cui verranno effettuati i lavori. Una delle incognite naturalmente sarà la durata: in teoria 1350 giorni a partire dal dicembre del 2009. Trasloco temporaneo anche per la bocciofila Rebagliati. In via Mignone i problemi maggiori riguardano il civico 18 dove abitano 9 famiglie. Per scavare la galleria sarà sicuramente necessario trasferire le famiglie che però secondo l’Anas potrebbero tornare nelle case.
Altri espropri sono previsti in via Padova, via Schiantapetto, via Garroni e corso Ricci. Qui dovrebbe essere demolita una palazzina con un paio di alloggi e sarà necessario ricollocare alcune aziende. L’Anas ha messo a bilancio per gli espropri circa 13 milioni mentre secondo il Comune, realisticamente, ne servirebbero una ventina. Le preoccupazioni degli abitanti sono forti e crescono di giorno in giorno con l’arrivo delle lettere di esproprio. L’Anas invece suggerisce a quanti hanno ricevuto le comunicazioni, di mettersi in contatto con l’ufficio che sta seguendo la vicenda e che è in grado di fornire i dettagli. I proprietari di immobili e aziende, però, hanno deciso di tutelare comunque i propri interessi. E così i Comuni di Albisola Superiore e Savona hanno già ricevuto 4 ricorsi al Tar contro quest’opera pubblica che i savonesi attendono da trent’anni.Gli abitanti delle zone interessate dal tracciato dell’Aurelia bis pur essendo consapevoli dell’importanza del nuovo collegamento, vogliono giustamente tutelarsi. La preoccupazione di dover lasciare le case per un periodo indefinito e di non sapere in che condizioni troveranno gli immobili dopo i lavori, è palpabile. Esistono preoccupazioni anche dal punto di vista commerciale, sia per il pericolo di svalutazione degli immobili, sia per le modalità con cui verranno pagati i risarcimenti per gli espropri temporanei o definitivi.I tempi ormai sono comunque abbastanza stretti. La gara, che partirà entro fine mese, dovrebbe durare 8-9 mesi. Per la stipula del contratto è previsto il termine del 30 aprile 2009. La consegna dei lavori entro la fine del 2009.
L’utilità è pubblica
ma paghiamo noi”
In questi giorni a diverse famiglie savonesi è capitato di ritrovarsi tra le mani una raccomandata che speravano di non dover mai leggere. è quella che l’Anas ha inviato per comunicare che, si legge, «è stato approvato il progetto definivo dei lavori in oggetto - ovvero della variante all’Aurelia Bis - e contestualmente apposto il vincolo preordinato all’esproprio e disposta la dichiarazione di pubblica utilità».
Il tracciato della strada interesserà alcuni edifici in via Mignone, via Scotto, via Turati e corso Ricci e, ciascuno sarà «colpito» dai lavori in maniera diversa. Ma per tutti i loro occupanti è assicurato qualche disagio e la preoccupazione, più o meno alta, per quella parolina ben poco simpatica: «esproprio».
«Il nostro dovrebbe essere temporaneo - dice Gianfranco De Paoli, che abita al 18 di via Mignone - ma cosa vuol dire? Per quanto tempo? E dove dovremmo andare nel frattempo?». L'Aurelia passerà proprio sotto il condominio in cui abitano nove famiglie che seguono con una certa apprensione l’evolversi degli avvenimenti: «Sono sei anni che stiamo male. In una prima fase ci avevano detto che saremmo stati trasferiti in un nuovo palazzo perché questo sarebbe stato abbattuto, poi la situazione è cambiata. Io sto qua da quarant’anni - racconta ancora De Paoli - e adesso arrivano e mi dicono che non posso più starci? Voi come stareste al posto mio?».
Di temporaneità non si parla invece al numero 24 che si trova sull’altro lato di via Mignone e che, nel progetto, risulta essere solo sfiorata dalla strada che interesserà un pezzetto di giardino condominiale, dove c’è una scaletta la cui servitù è stata, peraltro, ceduta al Comune. Eppure anche le 24 famiglie che lì abitano hanno ricevuto la raccomandata. «Non c’è da preoccuparsi però - rassicura Benito Moroni che, con altri due condomini (Serravalle e Gambarotta), è andato negli uffici genovesi dell’Anas per avere chiarimenti -, perché ci hanno detto che la lettera è un “pro forma” e che nessuno di noi dovrà lasciare l’appartamento, nemmeno durante i lavori». E di questo si parlerà lunedì alle 19 nella parrocchia San Lorenzo, dove, probabilmente si deciderà anche di rivolgersi a un avvocato (i vicini del 18 già lo hanno fatto) perché l’Anas ponga nero su bianco le rassicurazioni fatte fino ad ora solo a voce. Le perplessità però restano: «Qui sotto, a sette metri di profondità scorre il rio Balletto - ricorda Romano Zunino, anch’egli residente al 24 -. Cosa faranno con quell’acqua? E poi, se alla fine verremo davvero espropriati, quanto andremo a perdere del reale valore commerciale? Va bene la pubblica utilità, siamo d’accordo, perché però dobbiamo rimetterci noi?». «Qua sotto c’è tutta terra di riporto - aggiunge Moroni -, siamo sicuri che quando inizieranno a scavare gli edifici non ne risentano e non crolli tutto?».
Insomma, in via Mignone si confrontano preoccupazione e rassicurazioni, perplessità e speranze. E si fa fronte comune per affrontare compatti un «mostro» come l’Anas, mentre un interrogativo ancora fa capolino: «Ma i fondi per i lavori li hanno veramente stanziati?». Eh sì. A quanto pare, questa volta l’Aurelia Bis arriverà sul serio