![]() versione stampabile Il figlio dell’ex
sindaco Luigi torna ad assumere una carica associativa
AUGURI PER MARIO ANFOSSI
NEO PRESIDENTE DEL CONSORZIOImprenditore agricolo che non ama il potere, né la
ribalta, a capo della più estesa tenuta coltivata della Liguria, sarà al
vertice dei produttori di basilico genovese Dop |
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Albenga – Non è un personaggio, né un imprenditore facile al dialogo. Non sta dietro la scrivania, ma in prima linea, sul terreno, a sudare. Pubblichiamo l’articolo apparso venerdì, 20 giugno, su La Stampa, con relativa fotografia...VEDI E’ l’annuncio del cambio di consegne tra gli aderenti del “Consorzio di tutela del basilico genovese Dop”, tra l’uscente presidente-benemerito Giovanni Ravera (a destra della foto) e Mario Anfossi. Il ritorno di Anfossi sulla
scena pubblica, lui che è figlio di uno dei migliori
e stimati sindaci di Albenga, il dott. Luigi, con cariche decennali nella
categoria degli imprenditori agricoli e non solo. |
Il giovane Mario, in
passato, aveva preferito lasciare anche nomine politiche (Camera di Commercio) e
non ha mai voluto impegnarsi nella politica, o interessato ad enti di
sottogoverno.
E’ un imprenditore che
cerca di far bene il suo mestiere, ha ereditato con un fratello medico ed una
sorella, la più estesa azienda e area agricola privata della Liguria, a Bastia
d’Albenga.
Una famiglia entrata a far
parte della storia locale.
Mario Anfossi, da parte
sua, ha dato soprattutto esempio di imprenditorialità. Non è, insomma, tra i
tanti che predicano “bisogna fare, occorre tirarsi su le maniche….”. Lui è tra
quelli che preferisce tacere e mettere in pratica. Fare.
Ha iniziato valorizzando i
vitigni: Pigato, Vermentino, Rossese, olio extravergine, poi la produzione di
specialità in vasetti. Dal basilico, ai carciofi, ai pomodori…
Infine ha creato la
prima “cittadella del pesto” in Liguria, producendo decine di tonnellate
di prodotto finito che vende ed esporta, con successo, in tutta Europa ed oltre.
Un gioiello di tecnologia.
Ha una ventina di
collaboratori, ha diviso in due brache-attività dell’azienda. Ha scelto un
partner altrettanto professionale e concreto.
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E’ di tanti
Anfossi (non è certo l’unico, per fortuna) che ha bisogno l’economia
agricola della piana, sempre più attratta dagli alti profitti della
speculazione edilizia e dalla mancanza, da decenni, di una struttura
commerciale che metta gli agricoltori in condizione di non dover
dipendere dai grossisti. Essere davvero autonomi sul mercato.
Vincere l’individualismo, facile a dire difficilissimo ad
attuarlo. |
Mario Anfossi, da non
politico, dal suo sapere essere franco e schietto, potrà dare nuovo impulso al
“sistema produttivo”. Rappresentare un mondo, quello dell’agricoltura locale,
sempre più vicino all’estinzione, mentre potrebbe avere grandi potenzialità come
sta dimostrando l’attuale crisi mondiale ed il prezzo dell’ortofrutta.
Un Anfossi che senza
trionfalismi (spesso inutili e fine a se stessi) potrà spronare gli associati.
Soprattutto sul fronte del rapporto qualità-prezzo che spesso è mancato,
lacunoso. Ma senza il quale, in un mercato globale e pieno di concorrenza, non
si va da nessuna parte.
Da parte sua
l’amministrazione comunale, provinciale, regionale, ognuno per le sue
competenze, dovrebbero finalmente avere il coraggio e la forza di salvaguardare
il “tesoro naturale” della piana, senza immolarlo ai facili guadagni di chi
preferisce investire nel mattone e nelle aree rese edificabili, con profitti che
finiranno per arricchire pochi, ma impoverire la maggioranza, anche se il falso
sviluppo sta accecando quasi tutti.
L.Cor.