Albergatori sotto accusa«Non sanno lavorare»
il comune interviene sulla crisi turistica
L'assessore Zupo: si piangono addosso e abbiamo strutture vecchie
IL SECOLOXIX
«NON È PIÙ ammissibile continuare a piangersi addosso per la crisi economico-turistica che c'è e non sono a Finale. Nella nostra città abbiamo bisogno prima di tutto di strutture alberghiere nuove, moderne, dotate di tutti quei servizi in grado da soddisfare le esigenze del turista. Non possiamo più continuare a proporci sul mercato con strutture vecchie con camere arredate in stile anni Sessanta».
Bruno Zupo, assessore al commercio, al demanio e alle attività produttive, bacchetta gli operatori economici, in primis gli albergatori, rei di non saper essere imprenditori, capaci quindi di far fronte al rischio d'impresa comunque previsto ogni volta che si fa un investimento.
Un monito, quello al rinnovamento delle strutture, che arriva anche dal coordinamento di "Progetto Finale", gruppo che fa parte della maggioranza in consiglio comunale. «Da un alto non si può rimandare una graduale liberalizzazione delle attività al fine di ampliare l'offerta commerciale - sottolinea il gruppo - dall'altra occorre studiare modalità di incentivo per gli esercizi che investono in iniziative ed innovazioni. In futuro, l'amministrazione dovrà pensare a sgravi fiscali sui dehor, rifiuti, ma anche ad azioni politiche sulla Regione che ha duramente colpito il settore alberghiero». L'unico settore che ha saputo differenziarsi è stato quello legato agli sport outdoor. Questi alberghi, infatti, hanno saputo creare i servizi necessari per ospitare turisti sportivi, dotandosi di magazzini per la manutenzione delle biciclette e di depositi, ma anche offrendo servizi specifici come menu personalizzati, in linea con le esigenze degli sportivi.
E c'è poi un'altra piccola nicchia di albergatori che hanno fatto qualche sforzo per ospitare al meglio le famiglie con i bambini. «Ma non basta ci servono strutture completamente moderne - ha detto Zupo - ed è per questo che l'amministrazione ha chiesto alla Piaggio di prevedere nell'ambito del nuovo progetto di riqualificazione delle aree industriali, un edificio da destinare ad albergo. Edificio che, al di là dello stile architettonico e dell'impatto volumetrico che i progettisti stanno rivedendo, potrà dare un'impronta nuova e moderna alla ricettività cittadina». Ed aggiunge: «Peccato che la controproposta degli albergatori sia stata quella di rinunciare a tale struttura per ricavare nell'ex colonia Rivetti, a Finalborgo, un albergo per sviluppare il turismo congressuale. Una proposta assurda che dimostra come non si voglia comprendere la necessità di guardare avanti».
E nell'area Piaggio, l'amministrazione ha anche richiesto che una percentuale di volumi sia destinata alla ricettività, dando la possibilità di trasferire alberghi oggi non più competitivi in una zona sicuramente più appetibile. «Speriamo che gli albergatori prendano al volo tale possibilità? ha aggiunto Zupo - anche se per ora nessuno si è ancora detto interessato a tale opportunità. Occasione unica peraltro che permette di trasformare le strutture più obsolete in alloggi, portando avanti però l'attività in strutture all'avanguardia, in grado di creare competitività e quindi un risveglio sul mercato». Una pecca, quella del "dormiveglia" che caratterizza un po' tutto il settore turistico economico, secondo Zupo. «Con il nuovo piano commerciale, che comunque si adegua alla legge Bersani, mettendo in atto le liberalizzazioni, anche se in maniera graduale - precisa l'assessore - si potrà dare una scossa a tutto il settore creando la giusta concorrenza e quindi anche un certo controllo suoi prezzi». Insomma, servono soluzione per risollevare le sorti del turismo che, col trasferimento della Piaggio diventerà l'unica economia cittadina.
Silvia Andreetto