TRUCIOLI SAVONESI
spazio di riflessione per Savona e dintorni

Analisi del risultato elettorale/ Fazio, un neo sindaco in ostaggio?

CERIALE, QUANDO TAVIANI DISSE

<UNA CITTA’ VERSO IL SUICIDIO>

Sette domande e una maledizione. Il neo sindaco, da anni, ha la prostituzione davanti alle finestre di casa. Non solo, a 200 metri un lap-dance e un chiosco-mobile sull’Aurelia della trasgressione notturna. La Lega Nord è stata cancellata. Gli elettori hanno premiato chi ha convissuto con la “ballata del mattone”. Una cronaca impietosa, senza veli e senza reticenze. Eppure c’è chi predica ottimismo e annuncia che il futuro porticciolo risolleverà le sorti dell’economia (turismo e commercio). L’ultima bufala, ma solo un Ennio Fazio decisionista e svincolato dagli interessi (negli anni, 3381 domande di condono edilizio)  degli intoccabili (e dai siluri) potrà risollevare la città dal suo degrado, dalle sacche di emarginazione. Alle prese con promesse e occasioni perdute. Una sola donna in consiglio comunale

 di Luciano Corrado

 

Ceriale – Sono 2187 gli elettori che hanno detto “no” al rinnovamento della classe politico-amministrativa cittadina.

Hanno ridato fiducia a quasi tutti i rappresentanti della passata giunta comunale capeggiata da Piero Revetria che ha ottenuto il maggiore numero di preferenze (273), seguito da Eugenio Maineri (264).  Dodici gli eletti, con quattro consiglieri di prima nomina: Germano Patrone, Ernesto Panero, Arturo Moreno, Maurizio Accame. Della vecchia guardia restano Marinella Fasano, Andrea Alessandri, Giuseppe Fanello, Antonello Mazzone, Giovanni Bruzzone.

La lista del “Popolo delle Libertà” (con il simbolo di Berlusconi presidente) ha designato sindaco Ennio Fazio (56,30%), con un distacco di 806 voti dallo schieramento del mancato sindaco Gianni Ravina (35,56) che ha raccolto 1381 suffragi. Il suo nome, la sua squadra avrebbero dovuto avere le carte in regola per una svolta, un taglio col passato, non è poca cosa, ma non è servito a nulla. Sui banchi della minoranza un ex seguace del governo Revetria, il geometra Piercarlo Nervo (179 preferenze), seguito da Adriano Viano (144), Marco Gallea (134).

Meglio che altrove il risultato della “Sinistra Arcobaleno”. Il candidato Silvio Gaggeri (8,13%) si è conquistato un seggio nel parlamentino grazie a 316 voti.

E’ una sconfitta che bisogna chiamare col proprio nome, senza se e senza ma, della “Lista civica per Ceriale”. Poco importa se sono stati commessi errori di strategia elettorale, troppa carne al fuoco, anziché due o tre messaggi forti. Se Ravina, secondo alcuni analisti, non ha avuto il tempo di farsi conoscere.

La maggioranza dei cittadini ha premiato i “disastri” e il “malgoverno” del passato? Ceriale, dicono tutte le statistiche, fanalino di coda della provincia di Savona. Forse non è proprio così. Forse la maggioranza dei cerialesi vive meglio, ricca, benestante, felice e contenta, più di quanto qualcuno immaginava. 

Eppure  “Trucioli Savonesi”, da un anno a questa parte, ho fornito la documentazione, la fotografia, di una “città votata al suicidio”.

La definizione, non è nostra, la utilizzò, per primo, proprio per Ceriale, uno dei grandi padri della Costituzione democratica, Paolo Emilio Taviani, più volte ministro, per anni punto di riferimento della Liguria a Roma e nei governi democristiani.

Accadde, lo ricordiamo per la cronaca, quando emerse in modo tangibile lo strapotere degli speculatori edili, le pressioni della “lobby del mattone” e delle aree edificabili, su sindaci, consiglieri, persino parlamentari, come documentano intercettazioni telefoniche per inchieste su “Mani Pulite”.

Taviani al cronista disse: <Di Ceriale non mi voglio più occupare, è una città verso il suicidio>. E per chi non lo sapesse, a Ceriale, non mancavano i tavianei. Storico lo “scherzo” a quel sindaco che credendo di parlare con un segretario di Taviani, in effetti era un rappresentante di commercio, ordinò per il Comune 5-6 mila penne. Una scorta di anni.

Ma all’orizzonte vediamo già farsi avanti l’epiteto di <denigratori, disfattisti, qualunquisti, malati di pessimismo, di catastrofismo>. <Bisogna scrivere in positivo, se si vuole bene al proprio paese! I panni laviamoli in casa nostra>. Ci siamo sentiti ripetere. Non è una novità.

Nelle precedenti puntate della “Ceriale story” abbiamo raccontato e descritto fatti ed episodi, fornito uno spaccato, senza smentite, ieri ed oggi. Raccolto lettere e testimonianze di suoi storici sindaci, Carlo Camino (fede socialista) e Carlo Vacca (fede democristiana) e non solo.

Ho fatto tesoro di quanto imparato da due ex direttori del Secolo XIX, Piero Ottone (già direttore al Corriere della Sera) e Carlo Rognoni (già direttore a Panorama), che ripetevano: <Raccontare i fatti veri non è mai faziosità, ma servizio al lettore, alla democrazia>.

Chi ha letto le ultime due puntate di Trucioli Savonesi che hanno preceduto le elezioni, ricorderà che avevamo previsto il successo dello schieramento di centro-destra di Ennio Fazio. Come pure quello di Franco Maglione a Laigueglia e Franco Orsi (neo senatore) per Savona.

Avevamo anche indicato con nome e cognome chi, per i fallimenti del passato, avrebbe reso un servizio a Ceriale mettendosi da parte. Non abbiamo mai immaginato di poter cambiare le sorti del paese, con una rivoluzione etica e morale (intesa come pubblica amministrazione) attraverso il nostro piccolo contributo giornalistico.

Chi fa informazione corretta (e non partigiana) non dovrebbe mai nascondere la realtà e la verità, senza riverenze e senza debiti di riconoscenza.

L’ottimismo è una buona medicina, ma se è ottimismo della ragione, non delle illusioni e dell’inganno, della deriva sociale, delle promesse non mantenute, del male in peggio. Chi ha seguito per  oltre 40 anni la cronaca cerialese non può fare da ancella, da giullare ai potenti di turno. Non gli si può far dimenticare ciò che ha visto, vissuto, seguito per motivi professionali al servizio del lettore. Pur con tutti i limiti umani, gli errori.  

Siamo lontani anni luce dalla lotta di classe, non ci appartiene, non ci interessa, la lasciamo volentieri ad altri. Non abbiamo mai indossato maglie di questo o quel colore. Anche se non va più di moda nel mondo giornalistico di oggi.

Iniziamo, dunque, dai fatti piccoli, della vita di ogni giorno. Lasciamo da parte i programmi elettorali. Li abbiamo letti per una vita, a quintali.

La speranza è che Ennio Fazio si riveli, nei fatti, un sindaco decisionista, sotto ogni aspetto e, come ha promesso, non sia condizionabile da poteri economici, partitici, da interessi di parte. Sindaco di tutti.

Per ora da liberi informatori, alcune concrete riflessioni. Ai lettori il giudizio, le conclusioni.

1)   E’ vero o non è vero che il neo sindaco di Ceriale si troverà ad essere l’unico primo cittadino della Liguria (forse in Italia e chi segue internet può segnalarlo) in grado di testimoniare che da anni, non da ieri, vive con la famiglia, con i genitori, alle prese con il desolante spettacolo della prostituzione a 10 metri dalle sue finestre? Se non violassimo la privacy potremmo documentarlo con tanto di immagini, fotografie. Il mercato del sesso, ragazze minorenni comprese, che ogni sera, da anni (ci sono anche i ritagli stampa che ne parlano), prende possesso dell’Aurelia, all’incrocio dove ha casa il neo sindaco, in passato consigliere comunale ed assessore. Un paradosso di cui tutti dovremmo vergognarci, che nessuna società civile dovrebbe tollerare.

Altro che campagna stampa sui divieti, le multe, le retate. Un mercato proprio davanti alla casa del neo sindaco, sotto gli occhi di migliaia di automobilisti in transito. E’ un biglietto da visita. Vengano i sindaci leghisti del nord, quei duri e puri, che per sconfiggere la prostituzione sotto le case dei cittadini, hanno alzato le barricate, sono scesi in piazza, in strada con tanto di fascia tricolore. Il caso vuole, invece, che a Ceriale, proprio la Lega Nord sia stata cancellata dal consiglio comunale.

Aggiungiamo che la prostituzione in strada, a fine anni sessanta, era iniziata ad Albenga, Savona, si era spinta verso Alassio, Andora. Ha interessato altre città rivierasche, ma alla fine si è fatto “pulizia”. A Ceriale no. Non è un problema di moralismo o di costumi, ma di convivenza e civiltà.

2)   E’ vero o non è vero che a 200 metri dall’abitazione del neo sindaco, su suolo pubblico, il Comune ha autorizzato, da qualche anno, un chiosco-viaggiante notturno che ogni sera può essere utilizzato anche dalle prostitute in attesa di clienti sull’Aurelia, dai loro sfruttatori? Non è certo colpa dell’ambulante che deve vivere e “sbarcare il lunario”. E’ l’unico caso in provincia di Savona. Può essere tollerato in un paese civile, dove la legalità non dovrebbe essere un optional? E senza legalità non c’è futuro.

Ebbene, in campagna elettorale non abbiamo letto una riga sulla piaga della prostituzione che costringe decine di famiglie cerialesi a convivere sotto le loro finestre, sotto le loro case, con una piaga sociale che fa perdere persino valore agli stessi immobili, frutto magari di sacrifici  di una vita.

3)   E’ vero o non è vero che, sempre a 200 metri dalla casa del neo sindaco, dopo la trasformazione di un dancing (con parecchie difficoltà economiche) è stato aperto un “lap-dance” frequentato soprattutto da giovani straniere e chi legge i giornali sa cosa significa. Ceriale aveva bisogno di questo, ulteriore, regalo? Di questa “affascinante” immagine? Di questa promozione turistica? Un piccolo particolare, i giornali hanno scritto servizi sull’apertura, sull’attività e su qualche grana giudiziaria di questo locale, ma mentre non badano a mettere nome e cognome di poveri “cristi” denunciati per furto o rissa (del resto è un dovere di cronaca), non hanno mai scritto nome e cognome dei gestori del locale. Limitandosi a riportare, in un caso, il nome di battesimo, precisando che provengono da Imperia. Tanto mistero non rende neppure un buon servizio ai gestori stessi.

4)   E’ vero o non è vero che a Ceriale la cultura della legalità (e il voto popolare, direbbe un analista, spesso è lo specchio) può esibire questi dati ufficiali? La Provincia di Savona, come documenta Il Secolo XIX del 10 aprile 1988 (articolo di Giovanni Ciolina, oggi inviato speciale del settore sport, già cronista a Savona), rendeva noto che a Ceriale risultavano 3.381 domande di condono edilizio, il numero degli abusi era di 5.517 e gli abitanti 5.292.

Solo Borghetto S. Spirito, sempre con i dati ufficiali diffusi dalla Provincia, batteva Ceriale con 5.108 domande di condono, 8.302 abusi accertati, su 6.023 residenti. Dati che si risalgono a 10 anni fa, ma significativi dell’humus. Non sappiamo cosa sia successo, nel frattempo, in questo delicatissimo settore di inquinamento della vita pubblica, incline alle bustarelle.

5)   E’ vero o non è vero che nella città dove prevale chi “non vede e non sente” (l’unica informazione capillare è il giornalino comunale, appaltato, mentre la vendita dei quotidiani resta un altro fanalino di coda, con una media giornaliera di 140-150 copie di Secolo XIX e 400-430 La Stampa) si sono verificate, nel corso degli ultimi anni, almeno dodici inchieste giudiziarie? Si è scritto sui giornali che hanno riguardato il Comune, i suoi uffici, suoi dipendenti, ma anche pubblici amministratori. Ed altre delicate indagini sono state svolte sul fronte della criminalità mafiosa. Sul riciclaggio di denaro sporco, su usurai e malavita. C’è un nesso col fatto che Ceriale, contrariamente ad altre località savonesi che pure avevano il problema, non  riesce a liberarsi della prostituzione?

6)   E’ vero o non è vero che l’edilizia di Ceriale è da anni al centro di inchieste, esposti, denunce, indagini, lotte intestine? Solo per invidia? Per capricci? Per la presenza di pazzi scatenati? E per quale ragione alcuni personaggi saliti alla ribalta della cronaca nazionale, finiti nelle patrie galere, hanno scommesso soldi proprio in quel di Ceriale?

7)   E’ vero o non è vero che il “caso Ceriale”, come documenta Il Secolo XIX del 23 febbraio 1994, con un articolo firmato da Angelo Taranto (il padre è stato uno dei migliori comandanti dei vigili urbani della provincia e dopo la pensione giudice onorario al tribunale di Albenga) è approdato persino negli atti parlamentari con un’interpellanza di Marida Bolognesi (Rifondazione comunista), già firmataria di altre interpellanze sulla “giustizia ed uffici giudiziari” in provincia di Savona. La vicenda riportata dal Secolo XIX riguardava la società “Pa.Ge” con la costruzione di 45 mila mq di alloggi. <Mi chiedo – scriveva la parlamentare – quali iniziative intende prendere il governo…allo scopo di impedire speculazioni, il mancato rispetto degli accordi, ma anche verificare lo stato delle indagini della Procura della Repubblica di Savona su molte vicende edilizie di Ceriale…>. Solo propaganda? Invenzioni?
A Ceriale la cronaca ci ha abituato al “tutto e di più”. Hanno persino rubato (con mandanti ed esecutori misteriosi) la cassaforte di 2 quintali di un sacerdote che era anche l’economo della diocesi di Albenga-Imperia. La notizia venne pubblicata dal Secolo XIX il 3 gennaio 1987.

Ennio Fazio sindaco, di fronte ad un successo così netto, ma anche all’ipoteca degli uomini del passato, riuscirà a porre fine alla “ballata del mattone”? Del nuovo Puc? Ad alleviare le sofferenze dei più deboli ed indifesi, visto che si è già pensato da anni  a riempire le tasche di pochi? Ennio Fazio riuscirà a dimostrare di essere alieno dalle sirene dei potentati che hanno contribuito in modo determinante e sconvolgente miopia a non dare risposte allo sviluppo (non drogato) di Ceriale?

Per ultimo un’osservazione-testimonianza. Il neo sindaco che proviene dal mondo dell’agricoltura, di cui è attento e profondo conoscitore, al telegiornale Rai regionale e sui giornali, si è lanciato dicendo <con la costruzione del porticciolo, la città avrà un volano ed inizierà il suo rilancio>.

Non è così, lo documenta anche a livello nazionale Giulia Maria Crespi, presidente del Fai (Fondo Italiano per l’ambiente). Lo documenta quanto accade in altre città. E’ una bufala, dare al porto un valore aggiunto che non ha. Non è così neppure sulla Costa Azzurra. Possiamo citare decine di esempi, con cittadine cresciute proprio in funzione del porticciolo turistico, grande o piccolo che sia.

I porticcioli – senza andare lontano nonostante il maxi- porto di Loano, nessun imprenditore locale ha voluto investire nella zona alberghiera – sono anche valore aggiunto commerciale e turistico, non la panacea.

Forse bisogna fare una seria radiografia dei motivi del declino di Ceriale, di quella che appare una maledizione (con le guerre nell’edilizia per i suoi ingenti profitti). Il rischio è una nuova guerra sulle ultime aree agricole, sugli ultimi “eroi” in agricoltura.

E l’ultima tragedia per Ceriale sarebbe fare morire, a fuoco lento, proprio le zone agricole, attratte dalle sirene immobiliari. Ad Albenga hanno già iniziato da tempo, a spegnere quel lumicino.

La storia ci sta insegnando che il “grano” per secoli alimento dei poveri sta diventando “oro”. Forse tra qualche decennio, ma anche prima, accadrà per la tanto bistrattata agricoltura.

Luciano Corrado