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ANGELO LINO GALLEANO
FONDO’ L’HOTEL MAJESTIC
Fu consigliere comunale, un gentiluomo che amava Alassio
Alassio – Nelle due foto che riproduciamo e fanno parte dell’archivio storico di un cronista che per 40 anni ha seguito la storia savonese, ci sono personaggi da non dimenticare, ma soprattutto da ricordare per quanto hanno realizzato nella loro vita e per la società.
Iniziamo ricordando chi ci ha lasciato, con un’impronta. E’ il caso di Lino Angelo Galleano che si è spento nel 1989. Un gentiluomo, fondatore dell’hotel Majestic, azienda alberghiera prestigiosa e moderna, oggi mandata avanti dai figli Marina e Giuseppe.
Angelo Galleano, nella prima foto, è in compagnia, tra gli altri di un “mitico” alassino, un Silvio Viglietti, ristoratore (la sua famiglia ha fondato l’omonimo ristorante, Il Palma, di via Cavour, nel 1922) che rappresenta una delle poche eccezioni di continuità ed alta professionalità nel panorama culinario della Riviera savonese (da anni stella Michelin e primo posti nelle più autorevoli guide gastronomiche).
Lino Angelo Galleano, con la moglie Silvia, è stato tra quei benemeriti imprenditori alassini che allora credeva non solo a parole nel turismo alberghiero, ma erano coerenti con quello slancio di dinamismo, che oggi ha invece lasciato il posto alla “fuga” dall’industria alberghiera, attratta e mortificata contemporaneamente dall’alto profitto delle trasformazioni in “seconde case”. Monolocali e bilocali, strapagati.
Lino Angelo Galleano era uno dei numerosi gentiluomini che hanno vissuto lo splendore di Alassio turistica. Era un frequentatore di quella “belle epoque” che la città visse tra la fine degli anni ’50 e ‘settanta. Con le notti magiche nei locali alassini.
Galleano, arrivava a tarda sera, dopo una giornata in albergo e faceva il suo ingresso al “caffè Roma”, o al night Tabù, a Villa Romana, i suoi locali preferiti. Amava Alassio e viveva intensamente quella realtà estiva dorata. Partecipava da protagonista, con passione ed onestà, alla vita pubblica. Consigliere comunale Dc, una foto lo ritrae, seduto sui banchi consigliari, con una figura di spicco, un ex podestà, l’avvocato Santino Durante, diventato poi consigliere comunale del Pli proprio ad Alassio. Con studio legale ad Albenga.
Al lato opposto c’è Bizzarrini, anche lui mancato, in pieghi con la sigaretta in bocca si intravede l’allora sindaco Sisto Pelle.
Insomma per un testimone che rimane, come Silvio Viglietti (tra l’altro, per un errore, quando è mancato il fratello, lo scorso anno, sul Secolo XIX, un gruppo di amici da Milano ha fatto un necrologio riservato a lui, sbagliando, ma si dice allungandogli la vita) tanti altri benemeriti cittadini ci hanno lasciato.
Per fortuna che almeno loro hanno creduto nella città e soprattutto nel suo futuro alberghiero. Altrimenti la moria di alberghi, oggi farebbe di Alassi, capitale turistica savonese, una cenerentola, con gli ultimi valorosi albergatori che resistono, nonostante tutto.
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