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INGEGNERE&EX SINDACO/ clamorose lettere-denuncia

CEMENTO SULLA SPIAGGIA

CON RIPASCIMENTO BEFFA

Paradossale vicenda a Noli. Prima uno stabilimento balneare è autorizzato ad ampliare l’immobile, bar-ristorante ed avanza verso il mare per 15 metri. Poi lamenta di essere rimasto senza arenile e si autorizza il ripascimento. Infine si realizza per il secondo anno una discarica di materiale da riversare in mare, a ponente. Un esperto di Genova che opera a livello mondiale, definisce, indicandone le ragioni tecnico-scientifiche, “pure follie”.  Invoca un intervento urgente, prima che sia troppo tardi e soprattutto non sprecare più denaro dei contribuenti. La politica tace, gli ambientalisti latitano. Il disastro continua e sono a rischio altre praterie marine, protette da una legge europea. 

 

NOLI – Succede a Noli e forse non è un’eccezione sulla costa savonese. Una storia paradossale, ma a quanto pare non interessa alla politica, ai suoi rappresentanti, agli enti che rappresentano nelle istituzioni . Predicano bene e razzolano male. Poi si stupiscono se cresce l’antipolitica.

La storia davvero esemplare di Noli racconta di uno stabilimento balneare centrale che ottiene tutti i permessi per ampliare il manufatto in cemento, ampliando il ristorante-bar, che avanza sul fronte mare per 15 metri.

Poi che succede? Il titolare lamenta di aver perso parecchie file ombrelloni. Occupate dall’immobile ampliato ed ha bisogno di nuova spiaggia.

E che fa? Chiede ed ottiene un ripascimento  (versamento in mare di materiale da estrazione) per ampliare l’arenile. Che, dovrebbe essere noto a tutti, è un bene demaniale pubblico, dato in concessione ai privati. E i ripascimenti avvengono anche con il denaro della comunità, oltre che dei concessionari.

Due cittadini, un ingegnere-imprenditore, esperto in materia di dinamiche marine, e un ex sindaco si sono ribellati. Hanno segnalato il paradosso al sindaco di Noli e alla Regione Liguria. Chiedono che si intervenga. Non si può da una parte consentire di edificare sulla spiaggia e dall’altra spendere denaro dei cittadini per recuperare l’arenile sottratto a suon di metri cubi di cemento.

Non solo, c’è un interrogativo che ancora una volta, come è avvenuto il per il porticcioli, sulla tutela della prateria di poseidonia.

Ospitiamo ora i due documenti pervenuti a Trucioli Savonesi.

Gentile dottoressa Gabriella Minervini, gentile sindaco di Noli.

Vi scrivo come cittadino, come fortunato che ha potuto godere delle bellezze di Noli dall’età di 5 anni (e ne sono trascorsi 50….) sentendomi un po’ parte di questa bomboniera della Riviera di Ponente, seppure nato a Genova dove risiedo. Le mie estati nolesi, dalla giovinezza ad oggi sono sempre state un dolce ricordo.

Scrivo anche perché il mio mestiere è quello di produrre sofisticate attrezzature per l’esplorazione subacquea comprendendo in questo sistemi audiovisivi per la comunicazione sub-sub, superficie sub.

Espleto questa mia attività esportando in 75 nazioni diverse e conosco donne e uomini che hanno dedicato la loro vita alla ricerca, alla salvaguardia e all’esplorazione degli oceani.

Per sette anni sono stato a capo dell’associazione che rappresenta le aziende subacquee italiane e collaboro tutt’ora con alcuni dei maggiori istituti di ricerca oceanografica mondiali come lo Scripos Institute of Oceanographiy a San Diego. O in North Caroline Acquarium.

Per questo mi sento in condizione di poter valutare l’impatto che ogni azione dell’uomo genera sull’ambiente marino. Io stesso, nonostante, l’età continuo ad immergermi per lavoro e diletto.

Ma tutto ciò che vi scrivo più che altro come cittadino che vuole il bene di Noli al di là di un’esperienza che può più o meno avere valore.

Sono venuto a conoscenza che si prepara un nuovo riversamento in mare di terriccio nella zona a levante dell’Hotel Capo Noli dove è localizzato un circolo pescatori sportivi. Terra proveniente dalla realizzazione dei nuovi box auto nell’area dell’ex ferrovia.

E non è la prima volta che accade. Milioni di tonnellate di terra, quarzo e altro materiale sono finiti in quella “discarica”.

Senza mezzi termini definisco tali scelte delle pure follie!

La scelta urbanistica, speculativa non è in discussione! Noli ha bisogno di parcheggi e da imprenditore sarebbe ridicolo che questionassi su scelte che mi sembrano più che adeguate. Quello che non posso accettare è la modalità di smaltimento della terra scavata. Ci sono altri modi sicuramente più costosi, ma più civili.

Il profilo del fondale in quella zona è particolarmente ripido. La profondità raggiunge i 40 metri entro i 100 metri dalla costa.

Le tonnellate di terra riversata sono un palliativo che riempie il mare sotto costa per alcuni mesi ricoprendo il fondo di melma e colorandolo di marrone o bianco (quando era quarzo) a ciascuna mareggiata.

Poi progressivamente il tutto viene mangiato e tutto il riversamento precipita nelle profondità ricreando pressoché le stesse condizioni del passato, ma lasciando una squallida scia di giornate di mare sporco e l’annientamento totale di tutto ciò che viveva nella zona ricoperta dalla terra.

Ciò è ampliamente documentato dagli ultimi anni. Tutti i riversamenti sono scomparsi e la terra è finita nelle profondità creando melma su melma.

Inoltre…io sono ingegnere chimico. Il riversamento in mare di terre che sono state soggette a riversamenti di ferodi (si tratta di materiale costituito da fibre d’amianto e filo d’ottone o da fibre d’amianto e resine fenoliche, che sviluppa una grande capacità di attrito mantenendo inalterata la sua struttura fino ad una temperatura di 500°, usate specialmente negli innesti a frizione e nei freni a tamburo n.d.r.). Inoltre, oli o altro che si disperde nell’ambiente.

Mi domando, anche se alla fine, entro certi limiti, la natura riuscirà a vincere, quale grande spreco di risorse! Quale disastro per la testarda idea che cosi si crea il “rinascimento degli arenili” per pochi mesi e con una spiaggia polverosa ed insana veicolo anche di possibili infezioni.

La bella struttura della cooperativa dei pescatori (io non sono socio, ma amo vedere l’andare e venire di questi signori che creano la vita del villaggio) va salvaguardata con strutture fisse, con moli di pietra del Finalese, con dighe che effettivamente portino il mare a creare e mantenere la spiaggia da sola. I moli sono come promontori e basta fare un muretto di pietre sul bagnasciuga che si nota subito la formazione di sabbia attorno.

Questo porterà anche al mantenimento dell’arenile generale di Noli e ciò potrà eventualmente essere studiato con l’Istituto di idraulica di Genova e ben volentieri mi farei promotore e sponsor di una borsa di studio del genere, se necessario.

I riversamenti di terra di in mare senza opere fisse di contenimento sono cose che si fanno solo nei paesi incivili con poca conoscenza dei processi idrogeologici e della orografia della zona.

Inoltre che io sappia sono soggetti a vincoli ambientali e sanitari particolarmente seri. Non si può pensare che della base di argilla si trasformi in ossido di silice o silice, a meno che non ci sia Cartesio a capo dell’escavatore.

Non consentite che questo scempio avvenga di nuovo. Chiudete questa immorale e becera procedura, fate si che venga salvaguardata la natura, ma anche l’immagine turistica di un paese che è scivolato sempre più in basso nella graduatoria dei gradimenti e basa sulla sua architettura ambientale tutta la sua potenzialità di crescita.

Sergio Gamberini, ingegnere

Mestel Safety Srl – Sant’Olcese

 


Carlo Gambetta, quando era sindaco di Noli (foto Gallo)

LETTERA DI CARLO GAMBETTA ALLA REGIONE

 A seguito  della mia comunicazione in merito ai previsti rinascimenti sull’arenile di Noli, ritengo doveroso comunicare quanto segue.

1)    Sono stati realizzati i primi accumuli di materiale nella zona della struttura”Ziggur-Mare,, a ridosso dell’hotel Capo Noli.

2)    Seguirà un secondo accumulo, sempre destinato a rinascimento, davanti ai Bagni Florida, a seguito di richiesta da parte dei gestori medesimi la scorsa stagione estiva.

Ultimamente la rivista locale (La Tramontana) ha reso noto che l’erosione ha sottratto agli stessi bagni diverse file di ombrelloni. Non dicono, né si scrive, invece, che gli stessi Bagni Florida hanno realizzato un manufatto destinato a ristorante che ha occupato, avanzando di 15 metri in profondità, il sedime dell’arenile di cui si lamenta la mancanza.

3)    Il materiale è quello selezionato, proveniente dagli scavi dell’ex ferrovia di ponente dove saranno realizzati box per auto.

4)    Con l’ultimo piano particolareggiato degli arenili 2003-2004, l’avanzamento verso mare delle strutture balneari è a dir poco scandaloso, anche se legittimo.

5)    Il piano spiaggia è sopraelevato da 0,5 a 1 metri rispetto agli “sfoghi” a mare dei due torrenti (Mazzeno e Sant’Antonio), oltre che numerose condotte di sfogo delle acque bianche, sotto l’Aurelia. Poi si parla di esondazioni, come accaduto nel 2001…

6)    I fatti sopra elencati arrecano un danno che sottopongo alla Vs attenzione. Infatti, i fondali marini, anche quelli compresi nell’area Sic (area protetta da norme europee) continueranno a subire conseguenze negative. Sia per la tutela dell’ambiente, sia per la pesca.

 

Carlo Gambetta