TRUCIOLI SAVONESI
spazio di riflessione per Savona e dintorni

LE  TORRI DI LEON PANCALDO TRA PASSATO E FUTURO

di Aldo Pastore

 

Quale significato ha, per una città, l’ esistenza di un Monumento Architettonico?

Lascio parlare, in proposito, Manfredi Nicoletti  (Titolare della Cattedra di Composizione Architettonica dell'Università di Roma “La Sapienza”):

“ La società attuale non può rinunciare ai monumenti, siano essi manufatti isolati o l’ unità architettonica di un’ intera città.

Si è detto: nella città non vi sono luoghi  deputati per l’espressione della monumentalità.

E’ vero.

Ma  è anche vero che a ciò sembrano destinati gli involucri di alcune istituzioni fondamentali per la vita civica della collettività, come il Palazzo di Giustizia o il Municipio o gli Scrigni delle memorie o dei ludi sociali, come il Museo, la Biblioteca o lo Stadio.

Vi è l’ esigenza di un nesso comprensibile  tra Significante e Significato che non può trascurarsi, pena la non comprensibilità dei messaggi  trasmessi dal veicolo primario di comunicazione che ci avvolge totalmente: LA CITTA’ (e con ciò, intendo l’intero territorio urbanizzato).

Penso che uno dei fattori più disgreganti  o (come si diceva un tempo) “alienanti” del paesaggio urbano sia proprio la frattura fra questi rapporti di comprensione e la loro impercettibilità.”

FONTE: “MONUMENTO COME MISTERO E COME PROGETTO”
Capitolo de

LA CITTA’ PROSSIMA VENTURA (Pagine 188-189)
A cura  di JEAN GOTTMANN e CALOGERO MUSCARA’
EDITORE LATERZA (1° edizione 1991)

La nostra Savona vive, in concreto, questa Frattura di  Comunicazione tra Passato e Futuro, per la semplice ragione che non vi è stata (soprattutto, in questi ultimi anni) la comprensibilità dei messaggi trasmessi dagli involucri architettonici del passato ai cittadini di oggi.

Facciamo astrazione (per ragioni di spazio) agli involucri citati,  a titolo di esempio, da Manfredi Nicoletti; concentriamo la nostra attenzione sui MONUMENTI ARCHITETTONICI – SIMBOLO DELLA CITTA’, vale a dire sulle TORRI DEDICATE A LEON PANCALDO.

-        Incominciamo, intanto, a ricordare chi è stato Leon Pancaldo:

Navigatore (Savona, 1488-90 – Rio de la Plata, 1538). Partecipò, con altri italiani, al primo viaggio di circumnavigazione intorno al mondo sulla nave Trinidad, al comando di Magellano; catturato dai Portoghesi alle Molucche durante il viaggio di ritorno, fu a lungo prigioniero.

Nel 1534 prese parte ad una nuova spedizione che tentava di ripetere il viaggio famoso, per conto del Portogallo, ma che non riuscì  a superare lo stretto di Magellano.

Ritornato il Pancaldo sulle coste dell’America del Sud, vi morì, forse ucciso dagli indigeni.”

(FONTE: ENCICLOPEDIA MOTTA - VOLUME VIII- pagina 4723)

 

Quale messaggio  ha trasmesso a tutti noi (cittadini Savonesi del passato, del presente e del futuro) Leon Pancaldo?

E’ avvertibile, nella sintetica descrizione esistenziale sopra citata, un Triplice Ordine di Messaggi: 

o     L’ AMORE PER IL MARE e, con esso, l’intima comprensione dell’ inscindibile rapporto esistente tra il Suolo ed il Mare, una perfetta e muta simbiosi tra Terra e Acqua, che, da Secoli, contraddistingue il modo di essere e di intendere la vita, da parte degli abitanti di questa nostra città: visione della vita e dei rapporti interpersonali, apparentemente ruvida e “stondaria”, ma, in realtà, ricca di poesia, di generosità e di una serena gioia di vivere;

o     LA PASSIONE PER L' AVVENTURA, ma, non già finalizzata a sé stessa, bensì rivolta alla conoscenza del Mondo e degli altri esseri viventi; una visione dell’ avventura, dunque, rivolta all’ arte di comprendere, avente, come fondamento, il raziocinio, ma anche, una generosa disponibilità al più duro e drammatico sacrificio personale;

o     LA VISIONE GLOBALE DELL’ UMANITA’  ed una concezione reale attuale dell’ “uomo planetario” e, dunque, anticipatrice del futuro, anche se contraddistinta da rapporti ancora fondati su violenti contrasti e sugli eventi bellici, intercorrenti tra i popoli.

I cittadini  Savonesi del passato hanno compreso, sino in fondo, il significato di questi messaggi e, di conseguenza, hanno trasferito tale percezione alla visione urbanistica della città, dando concreta attuazione al principio del nesso irrinunciabile, che deve intercorrere tra il Significante e Significato e, cioè, tra il  Personaggio Storico e la Città (secondo i concetti mirabilmente espressi da Manfredi Nicoletti).

Ed, infatti, la Torre della Quarda (monumento architettonico, residuo della cinta Trecentesca) venne dedicata alla memoria ed all’ insegnamento di Leon Pancaldo e, come tale, diventò il Simbolo della Città (vedi: Tavola sottostante, risalente alla fine del settecento).

Con gli stessi intendimenti e con la stessa sensibilità artistico-culturale, i Savonesi del passato  ebbero rispetto (almeno, sino ai primi anni ’80 del  secolo scorso) per la “Torre Pancalda”, acquistata, secondo la tradizione, dal famoso navigatore agli inizi del XVI° secolo.

Roberta Bertonazzi, nella sua pregevole Tesi di Laurea ” Lavagnola nel Medioevo” (Anno  Accademico 1992-1993), ha ricostruito, con la passione culturale che la contraddistingue, la storia di questa Torre.

Riporto integralmente dalla Sua relazione:

“ La Torre detta “Pancalda” si trova a su-ovest del borgo di Lavagnola, lungo la riva destra del fiume Letimbro.

Faceva parte di una villa residenziale di cui è l’ unica traccia rimasta, e non sembra aver subito sostanziali modifiche nel corso dei secoli.

La sua posizione strategica, alla confluenza del fiume Lavanestro nel Letimbro, può far pensare che sia nata essenzialmente come torre d’ avvistamento, e sia stata, solo in seguito trasformata in complesso residenziale.

Non sono noti documenti o atti, in cui si trovi citata questa villa, ma, secondo il Massucco, si presume che la sua costruzione sia da collocarsi alla metà del XII Secolo, durante le lotte tra Savona e Genova, forse con l’ intento di usufruirne quale piccola roccaforte, anche se non si  hanno notizie precise su scontri armati avvenuti in quei tempi a Lavagnola.

Probabilmente a partire dal XIV secolo, la  Villa subì le sorti di tutte le case e le ville di Lavagnola, durante i numerosi scontri armati con Genova, servendo spesso come alloggiamento per truppe.

Ciò avvenne fino al 1796, anno in cui tutti i palazzi di Lavagnola, compresa di conseguenza anche la Pancalda, furono adibiti ad alloggio per i soldati  francesi.

    

L’ edificio ha pianta quadrata ed è tutto in mattoni: il coronamento in alto è costituito da un piccolo parapetto, sotto il quale si sviluppa una fila di archetti in funzione ornamentale e difensiva: si presume, infatti, che in corrispondenza di ogni archetto si aprisse una feritoia, attraverso la quale gli occupanti  della villa potevano controllare la situazione, in caso di assedio.

Sulla facciata Est compare una piccola finestra quadrata, non si sa se originale o aperta in epoca posteriore alla costruzione della Torre.

Tracce ormai quasi invisibili di finestre tamponate appaiono sui lati Nord e Sud, mentre il lato Ovest presenta una apertura ad arco a tutto sesto, inserita in una cornice quadrangolare.

Fino a pochi anni orsono, oltre alla torre esisteva anche il loggiato della villa originaria, oggi scomparso: era composto di cinque arcate a tutto sesto poggianti su esili colonne e dava, nell’ insieme, un’ impressione di grande leggerezza.”

A tutti i lettori di “ Trucioli Savonesi”, interessati a vedere direttamente l’ immagine  fotografica del loggiato della villa originaria, consiglio di consultare, il libro “SAVONA” di Marco Ricchebono e Carlo Varaldo (pagina 169), edito nell’ anno 1982.

Vengo, dunque,  alla CONCLUSIONE.

Ho scritto, poco sopra, che Savona vive, oggi, una preoccupante Frattura di Comunicazione tra Passato e Futuro, perché non vi è stata, da parte dell’ attuale società, la comprensibilità dei messaggi trasmessi dagli involucri architettonici  del passato.

E’ vero tutto questo?

Non vorrei rispondere direttamente; vorrei, invece, consigliare tutti gli amici di “Trucioli Savonesi”  di andare a constatare di persona; potranno osservare quanto segue:

-        La  TORRETTA , collocata nel Porto di Savona, è stata soffocata e resa quasi impercettibile, da un lato, dal cosiddetto GRATTACIELO DEL 1940 e, dall’ altro lato, dall’edificio denominato “FILO D’ACQUA”, entrambi assai discutibili sotto il profilo della loro ubicazione ed, in ogni caso, alieni rispetto al circostante contesto urbanistico.

-        La TORRE PANCALDA, addirittura, è stata rivestita, al suo vertice, da un grande striscione, sul quale compare, a grandi lettere, la scritta: VENDESI.

Siamo giunti, forse, alla Morte Architettonica; ma, ricordiamoci, con Pier Paolo Pasolini, che:

LA MORTE NON E’ NEL NON POTER COMUNICARE,

MA NEL NON POTER PIU’ ESSERE COMPRESI.

 Aldo Pastore                                              16 MAGGIO 2007