FOGLI MOBILI La rubrica di Gloria Bardi PRIMO MAGGIO: festa dei
lavoratori.
Sono di sinistra. Lo dico per fissare
subito il concetto e prevenire fraintendimenti. Lo dico perché nel
seguito del testo dirò cose che potrebbero sembrare blasfeme, ma credo
che si debba mantenere sempre una certa tendenza all’iconoclastia.
Non misconosco l’importanza che il
sindacato ha avuto nella tutela del lavoro e nel progressivo
miglioramento delle condizioni in cui esso si svolge, consentendo di
relegare nella preistoria industriale situazioni di sfruttamento
brutale, disumanizzate e alienanti.
Detto questo, vorrei però anche parlare
di una deriva sindacalistica, indotta dall’insinuarsi dell’elettoralismo
politico, che, mescolandosi col DNA feudale di questo nostro paese, ha
piegato su logiche clientelari la stessa tutela dei lavoratori e del
lavoro.
Abbiamo assistito tutti ad anni di
fanulloneria retribuita, non valorizzazione ma caricaturizzazione del
lavoro, soprattutto nella pubblica amministrazione, cui peraltro
appartengo, dove il fatto di essere stipendiati dalla collettività
anziché congiungersi con il massimo rispetto e la massima scrupolosità
nello svolgimento della propria funzione, si è congiunto alla più
irresponsabile cialtroneria. E guai se qualche neofita si presentava con
qualche malsana idea di efficienza!
Quel sistema non ha valorizzato il
lavoro, non è leggibile nell’antropologia di Marx ed Engels, ma
piuttosto ne ha prodotto l’alienazione per svuotamento di senso, disumanizzando
l’uomo che appunto nel lavoro ha il proprio specifico.
Posti garantiti e clientelisticamente
assegnati, aumenti stipendiali a pioggia e parassitismo: questo è stato,
dobbiamo avere il coraggio di dirlo, il risultato di un certo
sindacalismo diffuso fino a una ventina d’anni fa.
Egualitarismo al ribasso.
Emblematico il caso dei collaboratori
scolastici, che d’estate organizzavano tornei di tressette perché il
sindacato aveva stabilito che non potessero essere impiegati in lavori
di manutenzione, imbiancatura dei muri ecc., fuori del mansionario
contrattuale.
Certe cose, cari amici di sinistra, sono
vere anche se le dice Berlusconi e bisognerebbe anzi che le dicessimo
noi per primi senza lasciarle alla strumentalizzazione dell’antagonista
neoliberal, antipolitico, teocon e antisolidaristico.
Sforziamoci di capire l’humus da cui
nasce l’ostilità verso la nostra parte, al di là delle demonizzazioni,
per riuscire a lavorarci su.
Oggi subiamo le conseguenze della
prevedibile débâcle di un sistema di garanzie che abbiamo contribuito a
creare generando per opportunismo situazioni di insostenibilità, debito
pubblico alle stelle e inefficienza patologica.
A questo vorrei dedicare la festa del
Primo Maggio: al lavoro che è costitutivo di umanità e di dignità,
quando si svolge in determinate condizioni e in determinati tempi, non
alienante ma piuttosto demiurgico e creativo.
Al buon sindacalismo, che c’è stato ed ha
avuto i suoi martiri, prima di smarrirsi per strada e risvegliarsi
impotente dinanzi alla catastrofe attuale, incapace com’è oggi di
contrastare il precariato.
Alla buona politica, quella che prima di
pensare a vincere le elezioni, si preoccupa di essere degna di vincerle
attraverso programmi caratterizzanti e chiari.
Alla sinistra, quella che pur puntando
all’armonizzazione degli interessi, tiene per fermo che il governo debba
sempre scegliere il bene collettivo nel momento in cui questo entra in
conflitto col bene privato.
Alla sinistra, quella che si sa emendare
da conventicole, clientele, feudalità, sudditanze elettoralistiche,
gerontocrazie, fallocrazie, amici degli amici.
Alla sinistra, quella degli esigenti,
spogliata da buonismi, opportunismi e ipocrisie.
Alla sinistra, quella che si sa rinnovare
partendo dall’autocritica e dallo smantellamento degli apparati.
Alla sinistra, quella che non c’è.
Gloria Bardi IL 10 MAGGIO USCIRA' IL MIO NUOVO LIBRO :
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