LINGERIE 

 

Si volta. Lei si volta.

Lo guarda mentre si allontana. Lei lo guarda.

Lui invece no.

Lui non si volta.

Non la guarda.

Lui cammina.

Lui cammina nel suo cappotto attillato.

Un po’ rigido: cammina.

Si allontana.

Lei gli indovina lo sguardo. Sguardo che non vede.

Lui cammina pensieroso. Lui ha occhi pensierosi.

Lei torna a voltarsi.

Lei  riprende a camminare. In direzione opposta.

Si ferma.

Si volta. Ancora.

Lei si volta ancora.

Lei lo guarda. Ora è più lontano. E’ quasi all’angolo. E’.

La mano sinistra di lui penzola dalla manica grigia. La mano destra di lui stringe il sacchetto di carta. Rossa. Con scritto “Buone Feste”.  Sotto, l’abete. Di Natale.

Un recupero.

Il sacchetto: un recupero.

Nella vita domestica c’era dentro il giocattolo di suo figlio, suo di lei. Chiesto a Babbonatale.

Bisogna che prima o poi lei si decida a dirglielo che non esiste. Babbonatale.

A suo figlio.

Lui è quasi all’angolo.

Ci si potrebbe girare un film. Da questa scena.

Un film da questa scena.

Non è così che scocca l’idea filmica? Dov’è che l’ho letto? Dov’è?

C’ha messo dentro proprio tutto, lei.

C’ha messo dentro tutto al sacchetto, lei.

I suoi fondi segreti.

Suoi: dei cassetti di casa sua.

Piccoli intriganti proibiti oggetti di seduzione.

Pelli di serpente.

Involucri di donna.

Donna tigre. Donna lupa. Donna gatta.

Donna.

Strega.

E’ un esorcismo.

Sì certo: un vecchio autodafé. Lei lo sa.

Dubita che non sarà il fuoco. Dubita che sarà un cassonetto. Fracassone. Ce n’è gusto uno. Dietro.

Ce n’è giusto uno dietro l’angolo.

Appena lui lo varcherà.

Appena: lui lo varcherà.

Lo sa. Lei lo sa.

Ma non vorrà conferma. No, non vorrà conferma. Mai. Forse.

Almeno un sogno, uno. Almeno un’illusione.

Una.

Almeno.

No. Non ha ancora varcato l’angolo.

Lui non ha ancora varcato l’angolo.

Qui tutto funziona come in un film. Nel film c’è il fermo immagine. Cioè, volendo.

Nella vita no. Nemmeno se si vuole.

Oppure sì: si chiama memoria.

Lei sorride. Vede. Ferma ciò che vede. Mette a fuoco il sacchetto. Lo attraversa. Fa l’inventario.

Una  guépiêre. Di raso color pervinca. Le sue braccia. Sue di lui. Due paia di reggicalze. Lei ride. Tre paia di autoreggenti. Nere. La mano destra di lui.  Uno a rete. Lei smorza la risata. Un paio di guanti di pizzo. Molto retrò. La mano sinistra di lui. Scarpe vertigine. Sì, vertigine. La sua bocca, sua di lei. Turgida. Uno strano completo made in China. I capelli di lui sulla nuca di lui. Lunghi. Da infilarci le dita. Lunghi. Ci invadono anche l’inferno questi cinesi! Gli occhi di lei. Intensi. Il primo bacio. L’ultimo. Chincaglie fetish,  comprate una a una.

Negozi, mercatini, internet. Bottegucce cinesi.

Pensate per le mani di lui. Per gli occhi di lui.

Per il suo desiderio. Suo di lui. Suo di lei.

Qualcuno ancora intonso.

Con l’etichetta. Il prezzo.

Il peccato con codice a barre.

Un mazzo di carte da poker.

Come sarebbe che non sai giocare?

Una bottiglietta di spumante, ultima di un tris.

Sai come si fa con lo spumante?

Una crema orientale. Da spalmare sul corpo.

Dov’è che hai imparato a fare la gheisa?

Un cidì. Canzoni francesi.

Tutto per l’après.

Mai funzionato l’après. Mai funzionato.

Lei non sa se voltarsi. Sciogliere l’incantamento. Riavviare l’immagine. Liberare la vita. Lasciarsela scorrere sulla schiena. Lasciarsela.

Lei non sa se immergersi. Nostalgia. Smania. Lei non sa. Se darsi alle lacrime o riprendere a ridere. Come si ride nei film. Quando non si dovrebbe.

Non si dovrebbe perché non c’è nulla.

Nulla di divertente. Nulla: lei non sa.

Lei non sa se abbandonare, senza pietà, i simulacri della sua passione. Sua di lei sua di lui. E.

E  una guépiêre  di raso color pervinca e due paia di reggicalze e tre paia di autoreggenti nere e uno a rete e un paio di guanti di pizzo e molto retrò e scarpe vertigine e sì vertigine e uno strano completo made in china e un mazzo di carte e da poker e  una bottiglietta di spumante e ultima di un tris e una crema orientale da spalmare sul corpo e  un cidì e canzoni francesi e tutto per l’après e lei ci teneva all’après e le donne ci tengono all’après.

L'après l’amour: le donne.

Lo ha fatto. Si è voltata: la sequenza è ripresa, lui ha voltato l’angolo. Forse. 

Ora il sacchetto non esiste più. Lui non esiste più. Forse.

E bisogna che lei si decida.

Bisogna che prima o poi lei si decida a dirglielo.

Che non esiste.

Babbonatale.

A suo figlio. 

 Gloria Bardi