versione stampabile

e-mail della settimana/La contesa Usl -Comune a chi giovava? Il progetto del ‘92

Vecchio San Paolo e magliari

        I cittadini hanno il diritto di sapere…

Sono cambiate volumetrie, vincoli. I registi della vergogna senza fine tacciono

 

 di Luciano Locci



Luciano Locci

Savona - Sulla questione del vecchio ospedale San Paolo, come già ebbi modo di chiarire a suo tempo sugli organi di informazione locale, credo sia opportuno, per chiarezza, fare una breve storia della vicenda che dura da tanti anni.

Una delibera del consiglio comunale, che risale al settembre 1983, stabiliva che il completamento dell’ospedale di Valloria si doveva finanziare, oltre che con i fondi Fio, con il ricavato della vendita dell’ex colonia Merello di Bergeggi e del vecchio San Paolo.

Ricordo inoltre che la legge regionale 833 diceva che era l'Usl a dover vendere gli immobili e che il ricavato spettava di diritto all'unità sanitaria locale di Savona. Infatti il Merello fu venduto ed il ricavato andò all’USL

Il Ministero aveva autorizzato  l’USL ad alienare il San Paolo nel dicembre del '90 ma voleva un progetto di massima sul suo riutilizzo.

Nel Luglio 1992 demmo l’incarico al Geom. Simoncelli di preparare un progetto  che tenesse  conto di tutti i vincoli imposti dalla Soprintendenza ( vincoli molto pesanti che tra l’altro escludevano tassativamente la costruzione di un altro piano  ).

Nel 1993 presentai il progetto al Ministero Beni culturali e poi alle Belle Arti di Genova e ottenni il via libera alla vendita, ma con una condizione ovvero che necessitava, nella richiesta, anche la firma del Comune di Savona.

Pronti a mettere in atto le procedura per la vendita attraverso l’istituzione di una gara con un bando a livello europeo, come prevedeva la legge, si chiese all’amministrazione comunale di apporre la firma richiesta.

A questo punto il Comune, richiamando  vecchi documenti “napoleonici”,   sostenne di essere l’unico proprietario dell’immobile per cui non diede l’autorizzazione alla vendita.  

Si aprì un inutile contenzioso sulla proprietà dell’immobile, ma la Regione chiarì una volta per tutte che la proprietà era dell’USL.

Fu un inutile contenzioso perché la legge regionale, come detto sopra, stabiliva, senza ombra di dubbio, che chi doveva vendere l’immobile era l’USL e tutto il ricavato andava impiegato a fini sanitari ( d a quei tempi i progetti da finanziare ce ne erano tanti per l’ospedale di Valloria !!!) e che quindi la discussione di chi fosse il proprietario era del tutto superflua.

Il mio mandato ad Agosto del 1993 terminò per cui le notizie sul vecchio ospedale le ho lette dai giornali, ma è evidente che ci furono dei cambiamenti. Infatti Regione e Comune  modificarono il quadro normativo sopra descritto (non ne conosco le motivazioni), e, successivamente, fu trovato un accordo tra l’ASL (ex Usl) ed il Comune per cui il soggetto venditore  divenne il Comune  ed alla ASL venne assegnata la disponibilità di 2.000 mq.

Curioso sarebbe  se la volumetria concessa oggi al privato fosse maggiore di quella che fu concessa alla richiedente USL e se i vincoli allora imposti venissero cambiati.

Savona, 28 gennaio 2009.

                                                                  Luciano Locci

Primo "festival" degli annunci:

97 in tutto, ma chi erano i conigli?